Ucimu: dopo un debole 2025, nel 2026 attesa timida ripresa
Il 2025 si è rivelato un anno complessivamente fiacco per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione che ha registrato una sostanziale stazionarietà della produzione rispetto all’anno precedente. Il risultato deludente è stato determinato dal pesante calo dell’export. È andata meglio l’attività sul mercato interno, trainata dalla ripresa della domanda, ma, nonostante gli incrementi a doppia cifra, i valori sono rimasti ancora molto distanti dai livelli del 2021-2022. Nonostante ciò, l’industria italiana di settore si è confermata, ancora una volta, tra i principali protagonisti dello scenario internazionale ove è risultata quinta nella classifica mondiale di produzione e di consumo e quarta in quella di export. Le previsioni per il 2026 stimano una timida ripresa trainata dal miglioramento della performance raccolta sul mercato domestico, grazie anche alla disponibilità dell’Iperammortamento. Ancora debole l’attività oltreconfine. Questo, in sintesi, è il quadro illustrato dal presidente diUcimu-Sistemi per Produrre, Riccardo Rosa, in occasione della recente assemblea dei soci che ha visto la partecipazione della vicepresidente di Confindustria per l’export e l’attrazione degli investimenti, Barbara Cimmino, e del presidente del comitato scientifico di Ispi, Paolo Magri.
Secondo i dati di consuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu, nel 2025, la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 6.391 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto al 2024. Pesante è stato il calo dell’export sceso, del -12%, a 3.760 milioni di euro. Il rapporto export su produzione è calato al 58,8%, rispetto al 67,5% del 2024. Nel 2025, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Stati Uniti (572 milioni, -9%), Germania (274 milioni, -24,9%), Francia (204 milioni, +0,2%), Polonia (188 milioni, +11,2%), Turchia (168 milioni, -11,5%), India (164 milioni, -11,6%), Messico (158 milioni, -10%), Spagna (147 milioni, -6,5%), Cina (110 milioni, -54,1%), Brasile (84 milioni, +15,9%). Dopo due anni di calo, le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno sono tornate a crescere, attestandosi a 2.631 milioni di euro, pari al 28,1% in più rispetto all’anno precedente. A trainare questa performance è stata la ripresa del consumo domestico, cresciuto, del 22,3%, a 4.534 milioni di euro. Le importazioni si sono attestate a 1.903 milioni di euro, in crescita del 15,1% rispetto al 2024. La quota di consumo domestico coperta dalla offerta estera è scesa, di tre punti percentuali, al 42%. In calo il livello di utilizzo della capacità produttiva, la cui media annua è passata dal 77,3% del 2024, al 76,5%. Stesso andamento anche per il carnet ordini, che si è attestato a 6,3 mesi di produzione assicurata, contro i 6,5 mesi del 2024. Il fatturato di settore si è fermato a 9.330 milioni di euro.
Secondo le previsioni elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu, il 2026 segnerà una leggera ripresa dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot, e automazione. Tutti gli indicatori torneranno in territorio positivo ma gli incrementi saranno ancora contenuti. La produzione si attesterà a 6.640 milioni di euro (+3,9%). Le esportazioni si manterranno sul livello dell’anno precedente, attestandosi a 3.785 milioni di euro (+0,7%). Proseguirà il trend positivo delle consegne dei costruttori sul mercato interno, attese in crescita, dell’8,5%, a 2.855 milioni di euro, trainate dalla domanda italiana che dovrebbe attestarsi a 4.870 milioni, (+ 7,4%). Anche le importazioni registreranno segno positivo, arrivando a 2.015 milioni (+5,9%).
Chiamata a rinnovare le cariche sociali, l’assemblea dei soci di Ucimu ha confermato Riccardo Rosa alla presidenza della associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione per il biennio 2026-2027. Nella sua attività alla guida di Ucimu, Riccardo Rosa sarà coadiuvato dai tre vicepresidenti Filippo Gasparini, Giulio Maria Giana e Luigi Maniglio. I tre vicepresidenti fanno parte del comitato di presidenza che comprende anche la past president Barbara Colombo, che è stata rinominata tesoriere dell’associazione. Il Consiglio dell’associazione incvece è composto da Mauro Biglia, Francesco Buffoli, Giovanni Camozzi, Antonio Cibotti, Riccardo D’Ambrosio, Fabio Faggioli, Enrico Garino, Patrizia Ghiringhelli, Filippo Giannini, Emanuele Magistri e Marianna Rovai, così come dai past president Massimo Carboniero, Ezio Colombo, Luigi Galdabini, Cesare Manfredi, Bruno Rambaudi, Pier Luigi Streparava e Alberto Tacchella.



