L’industria europea chiede un’azione urgente e incisiva

(Foto Cefic)

In vista dell’incontro informale del Consiglio Europeo ad Alden Biesen previsto per il 12 febbraio, la comunità della Dichiarazione di Anversa, che rappresenta oltre 1.300 tra imprese, associazioni e organizzazione sindacali in Europa, chiede ai Capi di Stato e di Governo di mettere in atto azioni urgenti e incisive per ripristinare la competitività industriale europea, salvaguardare l’occupazione e avere, già nel 2026, risultati tangibili per le imprese.

Markus Kamieth.
(Foto Basf)

L’appello – The Antwerp call to Alden Biesen– è stato lanciato l’11 febbraio durante lo European Industry Summit alla presenza di oltre 500 leader aziendali e una rappresentanza dei lavoratori specializzati dei siti industriali, dinnanzi alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, al Primo Ministro belga Bart De Wever, al Cancelliere tedesco Friedrich Merz, al Presidente francese Emmanuel Macron, al Primo Ministro olandese Dick Schoof, al Cancelliere austriaco Christian Stocker e ai vertici della Commissione europea, tra i quali i Vicepresidenti esecutivi Teresa Ribera e Stéphane Séjourné, e il Commissario Wopke Hoekstra: una larga rappresentanza a testimonianza dell’urgenza politica legata alla crisi industriale europea.

"L'Europa sta perdendo capacità industriale a una velocità mai vista prima. Non si tratta di una recessione temporanea: è un cambiamento strutturale nella competitività che colpisce tutti i settori manifatturieri. Se l'Europa vuole guidare una transizione pulita, deve arrestare il processo di deindustrializzazione in atto. Non stiamo chiedendo protezione dal cambiamento, stiamo chiedendo condizioni competitive per guidare il cambiamento e per salvaguardare posti di lavoro di alta qualità in Europa", ha dichiarato Markus Kamieth, presidente di Cefic, tra i firmatari della Dichiarazione di Anversa.

Francesco Buzzella.
(Foto Federchimica)

Da Anversa, i leader dell’industria lanciano un appello per un’azione urgente e incisiva. Solo l’11% delle raccomandazioni del Rapporto Draghi è stato implementato e l’83% degli indicatori di monitoraggio delle azioni previste dalla Dichiarazione di Anversa del 2024 non ha evidenziato alcun miglioramento; in alcuni casi, addirittura, un peggioramento. Ë indispensabile un pacchetto di misure di politica industriale d’emergenza per l’Europa, focalizzato in tre ambiti:
- ridurre i costi dell’energia e del carbonio che in Europa sono ormai insostenibili, non solo in relazione ai prezzi delle commodity, ma anche a causa degli oneri regolatori;
- sostenere un commercio globale equo e migliorare l’accesso ai finanziamenti; gli accordi di libero scambio possono contribuire ad assicurare l’accesso alle materie prime e a nuovi mercati d’esportazione; tuttavia, l’UE deve garantire strumenti di contrasto alla concorrenza sleale nei mercati sia domestici che internazionali, inclusa la protezione contro “il carbon leakage”, ossia la delocalizzazione verso aree con minori tutele ambientali;
- promuovere i prodotti Made in Europe attraverso gli acquisti pubblici e iniziative sugli acquisti privati sostenute dall’UE, con particolare riferimento ai prodotti circolari e a basse emissioni di carbonio.

“È ormai chiaro – ha affermato Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, altro firmatario della Dichiarazione di Anversa – che è indispensabile un deciso e urgente cambio di rotta a tutela dell’industria chimica. Salvare la chimica in Europa significa salvare l’intero comparto manifatturiero. In Italia la produzione chimica è in calo da quattro anni consecutivi e si colloca su livelli del 13% inferiori al 2021, ossia a prima della crisi energetica. Per azioni realmente incisive è indispensabile un serio ragionamento sull’immediata sospensione del sistema ETS o, in sub-ordine, conservare le quote gratuite fino a che sarà necessario proteggere la competitività dell’industria europea”.