Chimica europea in affanno strutturale a fine 2025

(Foto IAMP)

In base all’ultimo rapporto di Cefic sull’andamento del settore chimico nel quarto trimestre del 2025, la competitività del settore in Europa rimane nettamente al di sotto dei livelli precrisi (media 2014-2019), a causa di una combinazione di domanda debole, pressioni del commercio globale e prezzi dell’energia poco competitivi. Ciò rappresenta un problema in particolare per commodity e per petrolchimica, ambiti in cui la Cina dispone di un vantaggio competitivo grazie a capacità produttive su larga scala e a bassi costi di produzione.

Secondo Cefic, rispetto agli Stati Uniti, nel corso del 2025 i prezzi del gas in Europa sono stati 2,5 volte superiori, lasciando i produttori europei in una situazione di svantaggio competitivo strutturale. Anche i prezzi dell’elettricità restano sensibilmente più elevati rispetto a quelli statunitensi, confermando i costi energetici come una delle principali criticità globali di competitività per l’industria chimica europea. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva nel settore chimico dell’UE rimane su minimi storici, ben al di sotto della media di lungo periodo dell’UE e, soprattutto, nettamente inferiore alla media statunitense. La domanda debole e il calo della fiducia delle imprese continuano a mettere sotto pressione l’industria chimica dell’UE27.

Il consiglio europeo dell’industria chimica evidenzia che il contesto commerciale in cui operano le aziende chimiche europee è esposto a rischi elevati, a causa delle inedite perturbazioni del commercio globale generate dai dazi statunitensi. Da marzo 2025, i valori delle esportazioni chimiche dell’UE verso gli USA risultano in calo. Nel 2025, l’avanzo commerciale dell’UE nel comparto chimico è stato di 7,3 miliardi di euro inferiore rispetto al livello del 2024. Infine, il settore mantiene ancora un surplus commerciale in valore grazie alla chimica di specialità e ai prodotti chimici per il consumo, ma presenta un disavanzo in termini di volumi.

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