Utilizzare la luce solare per scomporre le PFAS
Un gruppo internazionale di scienziati guidato dall'Università di Bath (Inghilterra) ha sviluppato un nuovo catalizzatore (una sostanza che accelera le reazioni chimiche senza prendervi parte) cheutilizza la luce solare per scomporre le cosiddette "sostanze chimiche persistenti", diffuse nell'ambiente e note per accumularsi nell’organismo. In futuro questa tecnologia potrebbe essere ampliata e utilizzata anche per rilevare o rimuovere tali sostanze chimiche persistenti dall'ambiente.
Lo studio si basa su un prototipo di catalizzatore a base di carbonio, facile da realizzare, che potrebbe essere utilizzato per degradare le PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), gruppo di sostanze chimiche idrorepellenti e incredibilmente stabili.
Gli scienziati dell'Università di Bath hanno collaborato con i colleghi dell'Università di San Paolo (Brasile), dell'Università di Edimburgo (Scozia) e dell'Università di Swansea (Galles) per sviluppare un foto-catalizzatore basato su nitrito di carbonio combinato con un polimero microporoso rigido chiamato PIM-1. Il polimero contribuisce a legare le PFAS al catalizzatore, che utilizza la luce per scomporle in anidride carbonica e fluoro, una sostanza chimica presente in alcuni dentifrici.
Come anticipato, oltre a essere utilizzata per degradare le sostanze PFAS, questa tecnologia potrebbe essere impiegata anche in sensori per sostanze chimiche persistenti, rilevando il fluoruro che viene emesso. Attualmente è ancora in fase di prototipo e il gruppo di ricerca sta cercando partner industriali per ampliare e ottimizzare la produzione.



