Rifiuti, a Fiumicino oltre il 20% degli ingombranti è in polietilene

Una quota rilevante dei rifiuti conferiti come ingombranti nei centri di raccolta urbani è costituita da beni in polietilene, un materiale interamente riciclabile che riveste un ruolo sempre più importante nell’economia circolare. È quanto emerge dal progetto sperimentale realizzato da Ecopolietilene, il consorzio del Sistema Ecolight dedicato alla gestione di tali beni, in collaborazione con Fiumicino Ambiente e Fitals. L’iniziativa ha previsto un’indagine qualitativa e quantitativa sui rifiuti ingombranti, identificati con il codice EER 20 03 07, conferiti al centro di raccolta del Comune di Fiumicino. L’obiettivo principale è stato quello di mappare la presenza e l’incidenza del polietilene all’interno dei flussi urbani.

Nel corso dell’attività sono stati analizzati complessivamente 4.560 kg di rifiuti. La cernita ha evidenziato che il 22% del totale era composto da beni in polietilene, pari a circa 1.000 kg, mentre la parte restante si divideva tra 3.286 chilogrammi di altri rifiuti ingombranti, 150 chilogrammi di PVC (3,3%), più una quota residuale di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e di imballaggi. Tra gli oggetti in polietilene sono stati individuati soprattutto arredi da giardino, giochi da esterno, sedie e sdraio. Si tratta di una composizione legata alle caratteristiche di una località costiera come Fiumicino e alla stagionalità dei conferimenti. L’indagine si è articolata in due campagne di campionamento e ha coinvolto direttamente gli operatori del centro di raccolta. Oltre alla mappatura dei dati, il progetto ha infatti previsto un percorso formativo specifico per il personale impegnato nella cernita dei rifiuti che ha permesso di individuare i beni in polietilene con maggiore precisione.

Giancarlo Dezio.

“Sono dati che confermano quanto sia importante guardare con attenzione alla composizione dei rifiuti raccolti”, ha osservato il direttore generale di Ecopolietilene, Giancarlo Dezio. “All’interno dei flussi degli ingombranti è presente una quantità significativa di beni in polietilene che, se correttamente individuati e separati, possono essere avviati a percorsi di recupero e riciclo. La qualità della raccolta è il primo e indispensabile passo per costruire una filiera circolare realmente efficiente”.

“La collaborazione a questo progetto sperimentale dimostra il nostro costante impegno nel trovare soluzioni di recupero sempre più avanzate. I risultati evidenziano inoltre che la formazione del personale e la sensibilizzazione sul territorio possono sottrarre alla discarica tonnellate di materiali preziosi, trasformando i costi di smaltimento in nuove risorse per la comunità”, ha aggiunto Claudio Campisano, responsabile operativo di Fiumicino Ambiente.

L’esperienza di Fiumicino si inserisce nel percorso avviato da Ecopolietilene per approfondire la conoscenza dei flussi urbani di beni in polietilene e promuovere una gestione sempre più puntuale di questi materiali. Analoghe attività di monitoraggio sono già state realizzate nelle zone di Treviso, Salerno e Cuneo, mettendo in luce il valore ambientale di un polimero molto diffuso nella vita quotidiana. Si tratta di una risorsa interamente riciclabile che può essere reimmessa nei cicli produttivi per dare vita a nuovi beni, riducendo il consumo di materie prime vergini, il fabbisogno energetico e l’impatto ambientale. Queste opportunità, per essere colte appieno, dovrebbero essere accompagnate dall’introduzione di un codice CER specifico per questa categoria di rifiuti. “L’introduzione di una classificazione specifica per i beni in polietilene consentirebbe di migliorare la qualità della raccolta, trasformando maggiori quantità di rifiuti in risorsa”, ha auspicato in conclusione il direttore generale di Ecopolietilene.