Progetto per il recupero della plastica all’interno del carcere di Montorio
È stato presentato nei giorni scorsi presso la Sala degli Arazzi del Comune di Verona il progetto Precious Plastic, che unisce economia circolare e inclusione sociale attraverso un laboratorio per il recupero della plastica riciclata e la sua lavorazione all’interno della Casa Circondariale di Montorio. Una iniziativa che vuole rispondere a una doppia sfida molto concreta del territorio: la gestione dei rifiuti plastici da un lato, il reinserimento lavorativo dei detenuti dall’altro, unendo la rigenerazione dei primi a nuove opportunità professionali attraverso un’ampia rete di operatori pubblici e privati per i secondi.
La provincia di Verona produce ogni anno oltre 450 mila tonnellate di rifiuti urbani, di cui quasi il 13% è rappresentato da quelli plastici: più di 58 mila tonnellate che, nonostante una raccolta differenziata in crescita, non trovano sempre un percorso di valorizzazione adeguato. La Casa Circondariale di Montorio ospita 603 detenuti a fronte di 335 posti regolamentari e solo il 21% di loro ha accesso a un’attività lavorativa strutturata. Un dato decisivo, questo, se si considera che la recidiva in Italia scende da circa 68% al 2% quando durante la detenzione si ha accesso a formazione professionale e lavoro qualificato. In questo scenario Precious Plastic si inserisce con una visione nuova: trasformare la plastica in materiale prezioso per realizzare semilavorati e manufatti che trovino mercato nel territorio e al tempo stesso trasformino percorsi di vita, offrendo formazione, competenze e opportunità concrete a persone troppo spesso escluse.
Il cuore del progetto è un laboratorio interno al carcere dove verranno installati macchinari per triturare e poi lavorare la plastica riciclata. I detenuti selezionati seguiranno un percorso formativo che integra educazione ambientale, competenze tecniche, design sostenibile e soft skills per il reinserimento lavorativo. Dalla lavorazione nasceranno pannelli, barre ed elementi per l’arredo urbano destinati a imprese e istituzioni del territorio. La filiera prevede il recupero del materiale, la trasformazione e la commercializzazione con l’obiettivo di rendere il laboratorio economicamente sostenibile nel tempo. Il progetto coinvolge complessivamente 480 detenuti nei percorsi di sensibilizzazione e 4 detenuti in formazione avanzata e tirocini professionalizzanti.
Precious Plastic nasce all’interno del bando Sinergie, iniziativa sperimentale con cui Fondazione Cariverona ha scelto di promuovere collaborazioni strutturate tra realtà profit e non profit, superando confini tradizionali e stimolando la progettazione congiunta di nuove filiere sociali, produttive e territoriali. In questo quadro, il progetto si fonda su una rete articolata di attori: Reverse (ente capofila), Fondazione Edulife, Amia, MEG, Comune di Verona, Giracose ODV, Fondazione Esodo, My Planet 2050 e la Casa Circondariale di Montorio. Si tratta di una rete capace di portare in campo competenze diverse e complementari: dalla conoscenza del contesto penitenziario alla formazione, dalla valorizzazione del rifiuto all’innovazione del design, dalla gestione tecnica alla rigenerazione urbana. Un’alleanza che non nasce da un’esigenza contingente, ma dalla volontà di costruire una filiera produttiva, sociale e ambientale stabile, capace di generare valore concreto per il territorio anche oltre la durata del progetto.
Gli obiettivi del progetto sono molto chiari: recuperare almeno 2 tonnellate di plastica nel primo anno di attività; attivare una linea produttiva certificata dal punto di vista ambientale e sociale; coinvolgere almeno tre aziende e due enti pubblici come acquirenti dei manufatti; potenziare le competenze professionali di persone detenute in un settore – quello dell’economia circolare – dove il 68% delle imprese veronesi dichiara difficoltà nel reperire figure specializzate. Il laboratorio è stato pensato per essere replicabile in altri istituti penitenziari e potenzialmente estendibile a nuovi materiali. È un prototipo che va oltre il tema della plastica: afferma l’idea che sostenibilità ambientale, inclusione sociale e innovazione produttiva possano generare valore concreto quando lavorano insieme.
Precious Plastic non è solo un laboratorio. È un tassello di un cambiamento culturale più ampio: guardare ai rifiuti come risorse, ai detenuti come cittadini che possono contribuire al bene comune, al carcere come luogo capace di produrre valore. Il progetto ha già prodotto i primi pannelli sperimentali e punta ad avviare la produzione completa nella primavera 2026. Esso è uno dei percorsi che stanno ridisegnando il volto di un territorio più inclusivo, sostenibile e capace di immaginare un nuovo futuro.
“La Costituzione”, ha sottolineato la direttrice del Carcere di Montorio Maria Grazia Bregoli, “afferma che il lavoro è un diritto; non fa distinzioni fra cittadini liberi e detenuti. Afferma inoltre che la finalità della pena è la rieducazione. Questo progetto riassume questi fondamentali principi: nessuno viene scartato, tutti vengono valorizzati, perché saranno cittadini che torneranno nel nostro contesto sociale. Il progetto non ha solo valore di inclusione sociale ma lancia un messaggio educativo e di civiltà, perché oggi più che mai è importante fare attenzione anche all’ambiente”.



