3D Plast ospita gli innovatori della manifattura additiva
Cambia forma e ambizione uno degli spazi più dinamici di Plast 2026: 3DPlastLab, che nell’edizione 2026 si presenta con un format completamente ripensato. Dal 9 al 12 giugno, a Fiera Milano Rho, l’area supera la logica dello spazio espositivo tradizionale per configurarsi come un laboratorio aperto, in cui ricerca, industria e progettazione si incontrano per raccontare l’evoluzione dell’additive manufacturing come sistema industriale. Al centro, una selezione internazionale di innovatori porterà in fiera progetti, prototipi e applicazioni concrete, offrendo ai visitatori un punto di osservazione diretto sulle principali traiettorie del settore, tra nuovi materiali, intelligenza artificiale e design computazionale. Un’impostazione che rafforza il ruolo di Plast come piattaforma non solo espositiva, ma anche progettuale, capace di mettere in relazione le competenze che stanno ridefinendo il futuro dell’industria. Tra i protagonisti già selezionati emergono esperienze provenienti da alcuni dei più autorevoli atenei e laboratori internazionali.
Dagli Stati Uniti, Jochen Mueller – Hopkins University – presenterà una ricerca dedicata alla stampa di film elastici ultrasottili integrati direttamente in dispositivi soft robotics. Si tratta di membrane spesse appena 18 micron, capaci di aprire nuove strade per attuatori morbidi, dispositivi gonfiabili e sistemi elettro-attivi stampati in un unico processo produttivo.
Dal Giappone, Umezu Shinjiro e Zhang Ze – Waseda University – presenteranno due filoni di ricerca ad altissimo contenuto tecnologico. Il primo riguarda la stampa ad altissima risoluzione del PEEK, uno dei polimeri più performanti per applicazioni industriali avanzate, medicali e aerospaziali. Il secondo unisce manifattura additiva e bioingegneria con elettrodi in idrogel conduttivo stampati in 3D per acquisizione EEG stabile e confortevole fino a otto ore consecutive: un passo importante per wearable devices e interfacce uomo-macchina.
Da Malta, Arif Rochman – University of Malta – porterà una soluzione estremamente concreta per il mondo produttivo: un prototipo di stampante 3D pellet-fed ad alte prestazioni, capace di processare pellet industriali molto diversi tra loro, dai super-soft elastomers fino al PEEK ad alta temperatura. Una piattaforma che punta a superare i limiti delle macchine tradizionali e ad ampliare la libertà di utilizzo dei materiali.
Dall’Irlanda, University of Galway mostrerà invece come la sostenibilità possa diventare innovazione industriale. Il team del professor Pouyan Ghabezi ha sviluppato sensori piezoresistivi stampati in 3D a partire da polimeri di scarto, fibre di carbonio e nanotubi, destinati al monitoraggio strutturale intelligente di infrastrutture e componenti ingegneristici.
Il valore di questa iniziativa non sta soltanto nell’eccellenza scientifica dei progetti, ma nella sua capacità di generare incontri reali tra chi sviluppa tecnologie e chi può industrializzarle. Per i visitatori di Plast 2026 significherà poter dialogare direttamente con ricercatori e innovatori, osservare prototipi funzionanti, comprendere materiali emergenti, processi produttivi inediti e applicazioni concrete nei settori auto, biomedicale, aerospaziali, elettronica, packaging ed economia circolare. Per le aziende, sarà l’occasione per intercettare competenze, brevetti, partnership e talenti prima che arrivino sul mercato globale. Con questa formula, Plast 2026 conferma la propria vocazione non solo come fiera di riferimento per il comparto plastica e gomma, ma come piattaforma internazionale dove il presente industriale incontra il futuro della manifattura avanzata.



