Sbloccare la crescita circolare: un imperativo strategico per l'Europa
L’associazione europea dei produttori di materie plastiche, Plastics Europe, ha pubblicato nei giorni scorsi un position paper con le sue considerazioni in merito alla consultazione pubblica aperta dalla Commissione europea fino al 6 novembre scorso sul Circular Economy Act, un nuovo atto normativo sull’economia circolare appunto che potrebbe essere varato entro il 2026.
Plastics Europe ricorda che la plastica è parte integrante dell’economia europea e serve un’ampia gamma di settori strategici, tra cui l’auto, l’imballaggio, l’edilizia, l’elettronica, la sanità, le infrastrutture per le energie rinnovabili e i beni di consumo. E, sebbene oggi la filiera europea della plastica garantisca circa 1,5 milioni di posti di lavoro in oltre 50.000 imprese, i segnali d’allarme sono evidenti: le linee produttive vengono fermate, gli impianti chiudono e la produzione manifatturiera in Europa continua a diminuire.
I produttori europei di materie plastiche hanno già aderito alla roadmap per la “Plastics Transition”, che mira ad accelerare il percorso verso una plastica circolare, azzerare le emissioni lungo l’intero ciclo di vita e promuovere un uso sostenibile delle materie plastiche. Tuttavia, la circolarità resta ancora soprattutto un obiettivo di politica industriale, più che una realtà operativa per le imprese.
L’associazione europea ritiene che, se non si interverrà con urgenza, l’escalation dei costi energetici, un impianto legislativo poco favorevole e politiche frammentate continueranno a indebolire le fondamenta del settore, compromettendo la sua capacità di trainare l’innovazione e l’autonomia strategica. Essa, quindi, avanza sei richieste urgenti per incentivare una effettiva circolarità e competitività industriale europea, per garantire le quali, e le eventuali azioni che ne conseguirebbero a livello di Unione Europea, ritiene essenziale renderle coerenti e giuridicamente vincolanti. Eccole in sintesi.
1 - Creare una domanda di mercato per tutte le materie prime e le tecnologie circolari a livello di settore:
- garantire certezza sugli obiettivi di contenuto riciclato specifici per settore, affiancandoli a misure che favoriscano un’adozione più ampia delle materie prime circolari;
- introdurre ulteriori meccanismi per stimolare la domanda di materie prime seconde, tra cui: quadri di riferimento per gli appalti pubblici e l’eco-modulazione dei regimi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR);
- promuovere le materie plastiche e i manufatti in plastica “Made in Europe”;
- assicurare la verifica e la certificazione dell’equivalenza dei requisiti applicabili ai prodotti importati.
2 - Creare condizioni di concorrenza eque a livello globale: una transizione giusta verso la circolarità:
- monitorare i progressi della transizione verso un’economia circolare a livello globale attraverso sistemi solidi di raccolta e controllo dei dati;
- rafforzare le capacità di vigilanza e di applicazione effettiva della normativa.
3 - Investire nella transizione circolare per un’industria europea competitiva:
- reinvestire i proventi generati dalla plastica per accelerare la transizione circolare delle materie plastiche;
- istituire, all’interno del Fondo per la competitività, uno specifico fondo dedicato alla circolarità;
- riconoscere i prodotti chimici organici e i polimeri come settori esposti al rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, ammissibili alle compensazioni nell’ambito del sistema EU ETS (Sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE).
4 - Abilitare un mercato unico efficiente per i rifiuti plastici:
- definire criteri di “end of waste” per tutte le tecnologie di riciclo e per i materiali da esse ottenuti:
- introdurre adeguati margini di flessibilità per le spedizioni di rifiuti all’interno dell’UE, nell’ambito del Regolamento sulle spedizioni di rifiuti.
5 - Rimozione degli ostacoli: superare i modelli lineari e le pratiche illecite di gestione dei rifiuti:
- divieto di conferimento in discarica e di incenerimento delle plastiche riciclabili;
- eliminazione dei sussidi che ostacolano la circolarità, prevedendo la tassazione delle discariche come misura di politica complementare;
- inclusione dell’incenerimento nel campo di applicazione del sistema EU ETS (Sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE);
- azioni mirate contro i flussi di rifiuti plastici illegali e non contabilizzati.
6 - Riconoscere il ruolo essenziale di tutti gli stakeholder nella transizione circolare:
- Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) come leva per la responsabilizzazione e il riciclo;
- mettere in rete gli stakeholder attraverso canali di comunicazione digitali;
- creazione di hub transregionali per la circolarità: fare di più, insieme;
- valorizzare il ruolo dell’educazione e del coinvolgimento attivo degli attori della filiera.



