A Porto Marghera un polo per il riciclo di materie plastiche
Un investimento di 34 milioni di euro, di cui 22 milioni destinati agli impianti e 12 milioni alle opere infrastrutturali e edilizie, tempi di realizzazione stimati in circa 24 mesi, circa 100 nuovi posti di lavoro una volta a regime. Questi i numeri del progetto per realizzare a Porto Marghera (Venezia) un nuovo impianto per il riciclo di materie plastiche promosso da Eco+Eco, società appartenente a Gruppo Veritas, che intende insediare la struttura nelle aree di competenza portuale nella zona ex Alcoa.
Autorizzato con procedura ZLS (Zona Logistica Semplificata), lo strumento che favorisce nuovi investimenti produttivi nel porto di Venezia tramite procedure semplificate e tempi ridotti, il progetto è considerato in linea con gli obiettivi di sviluppo dell’economia circolare e di riqualificazione industriale dell’area. L’impianto sorgerà su un’area di circa 41.000 metri quadrati, sarà dotato di strutture per attività produttive, aree di stoccaggio e movimentazione e spazi per uffici e servizi e consentirà il recupero e il riciclo di materiali plastici da trasformare in materie prima seconda da reimmettere nei cicli produttivi, riducendo il consumo di materie prime vergini e contribuendo alla sostenibilità ambientale delle attività industriali della zona.
Il nuovo sito industriale non solo contribuirà all’economia circolare ma si connoterà anche per una grande attenzione a sostenibilità ambientale ed energetica. La copertura del capannone principale sarà dotata di un impianto fotovoltaico da 500 kW, mentre le restanti strutture saranno dotate di coperture verdi estensive per migliorarne l’isolamento termico, gestire le acque piovane e contrastare gli effetti derivanti dal fenomeno “isola di calore”. Ultima ma non ultima, in chiave di logistica integrata, l’attività sfrutterà le strutture già esistenti e la posizione del sito favorirà il trasporto via mare dei materiali in entrata e in uscita.



