Gli effetti della normativa UE sulla circolarità sulla domanda globale di plastica riciclata

(Foto Icis)

Lo studio “Impact of EU recycling regulations on China’s key packaging intensive export sectors” pubblicato da Icis, società di consulenza internazionale, e CPCIF, l’organizzazione nazionale dell’industria petrolchimica cinese, analizza l’impatto della normativa europea sull’economia circolare sulla domanda globale di plastica riciclata – in generale e per l’industria chimica cinese in particolare – evidenziando importanti implicazioni per i settori dell’imballaggio, dell’auto e del tessile.

Sotto la spinta dell’implementazione del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) e delle normative previste per altri settori, lo studio prevede un forte aumento della domanda di materiali riciclati, in particolare polietilene (rPE), polipropilene (rPP) e polietilene tereftalato (rPET).

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I principali risultati dello studio evidenziano:
- una crescita significativa della domanda: entro il 2030 i produttori europei avranno bisogno di circa 5,4 milioni di tonnellate all’anno di rPE, rPP e rPET per rispettare gli obiettivi minimi di contenuto riciclato previsti dalla normativa; questa cifra è destinata a più che raddoppiare, raggiungendo 11,5 milioni di tonnellate all’anno entro il 2040, trainata dalle regolamentazioni nei settori dell’imballaggio, dell’auto e delle fibre tessili;
- il ruolo cruciale del riciclo chimico: dati i limiti del riciclo meccanico – soprattutto per le applicazioni che richiedono standard elevati di sicurezza alimentare e prestazioni – il riciclo chimico giocherà risulterà indispensabile per garantire i volumi di poliolefine riciclate necessari per gli imballaggi;
- gli effetti di ricaduta a livello globale: la natura interconnessa del commercio farà sì che le normative europee influenzino le catene di approvvigionamento mondiali; gli esportatori che intendono immettere prodotti sul mercato UE dovranno conformarsi ai requisiti di contenuto riciclato, con ripercussioni sulle strategie di approvvigionamento e un aumento della domanda globale di materiali riciclati certificati.

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Per quanto riguarda la Cina lo studio evidenzia come il Paese della Grande Muraglia continuerà a svolgere un ruolo importante nella catena di approvvigionamento europea delle materie plastiche attraverso specifiche traiettorie:
- risposta strategica: in quanto principale partner commerciale dell’UE, la Cina dovrebbe fornire oltre un milione di tonnellate all’anno di plastiche riciclate entro il 2040 per soddisfare la domanda legata ai prodotti finiti destinati all’esportazione; sebbene questo volume sia modesto rispetto alle dimensioni complessive del mercato cinese, l’impatto strategico risulta rilevante, poiché stimola investimenti in ricerca e sviluppo, allineamento agli standard e trasformazione della catena del valore; 
- conformità come vantaggio competitivo: lo studio mette in luce un’evoluzione tra gli esportatori cinesi, passati da una sora di conformità reattiva a un approccio proattivo; le aziende stanno investendo in materiali riciclati e a base biologica certificati, con l’obiettivo di trasformare gli obblighi normativi in fattori di differenziazione competitiva; 
- opportunità e sfide di mercato: sebbene nel breve termine si preveda un aumento dei costi operativi dovuto a riprogettazioni, ottenimento di certificazioni e cambi di fornitori, lo studio segnala nuove opportunità di mercato per plastiche riciclate ad alte prestazioni conformi agli standard UE, soprattutto nei casi in cui le imprese standardizzano gli imballaggi sui diversi mercati per semplificare la conformità; 
- catalizzatore per la riforma interna: la normativa europea funge anche da motore di riforma per il sistema di riciclo cinese, con la prospettiva di incrementare la domanda interna di materiali riciclati e migliorare la tracciabilità e la qualità dei materiali.

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“Questo studio evidenzia come la normativa europea sulla circolarità non sia più da considerarsi soltanto una politica regionale, ma una sorta di forza di mercato globale che sta ridefinendo le strategie industriali e le catene di fornitura in tutto il mondo”, ha dichiarato Helen McGeough, responsabile del team globale di analisti per il riciclo delle plastiche di Icis. “La risposta proattiva della Cina potrebbe rivelarsi decisiva per ridurre il divario tra gli standard nazionali e internazionali e per accelerare la transizione globale verso un’economia circolare”.

Con il crescente impulso normativo, lo studio in conclusione incoraggia imprese e decisori politici a considerare la conformità non solo come una sfida, ma come un’opportunità per promuovere l’innovazione, garantire l’accesso ai mercati e assumere un ruolo di leadership nell’economia circolare globale.