Cresce la diffusione del bilancio di massa attribuito

(Foto IA)

L’accettazione e l’accessibilità delle sostanze chimiche, degli intermedi chimici di base e dei polimeri certificati secondo il bilancio di massa attribuito (MBA, mass balanced attributed) rappresentano oggi una questione centrale per l’industria chimica e delle materie plastiche, così come per i proprietari di marchi. I prodotti certificati con bilancio di massa attribuito possono infatti offrire maggiori opzioni, migliore disponibilità e costi ridotti per il processo di riduzione dell’uso di risorse fossili, rispetto alle soluzioni dedicate esclusivamente a materie prime di origine biologica.

Tuttavia, sia il concetto di approccio secondo il bilancio di massa attribuito sia le normative vigenti risultano determinanti per uno sviluppo su larga scala, ma non facili da comprendere. Inoltre, i dibattiti riguardo una comunicazione potenzialmente fuorviante sul concetto generano confusione tra gli operatori del settore. A ciò si aggiunge la mancanza di dati sui volumi produttivi disponibili.

Partendo da queste considerazioni, il nuovo rapporto “Mainstreaming Mass Balance and Attribution (MBA): un concetto solido, un’accettazione in crescita e una domanda in aumento – con oltre 50 polimeri certificati e diverse centinaia di migliaia di tonnellate prodotte nel 2024, l’adozione sta crescendo in tutta la filiera, dai produttori alle applicazioni” di nova-Institute analizza questo scenario e illustra la sua rapida evoluzione. Esso, per la prima volta, fornisce dati dettagliati sugli intermedi chimici e sui polimeri con approccio secondo il bilancio di massa attribuito, includendo 180 intermedi di base e 50 polimeri prodotti da 49 aziende in 189 siti produttivi.

La prima parte del rapporto affronta la terminologia, lo sviluppo storico, le motivazioni e il livello di accettazione, oltre al più recente quadro normativo definito a Bruxelles. La seconda parte è invece dedicata ai dati di riferimento. Il rapporto analizza le materie prime impiegate per i prodotti certificati secondo il bilancio di massa attribuito, oltre alle sostanze chimiche e ai polimeri più frequentemente prodotti con questo metodo (il polietilene è al primo posto). Vengono inoltre identificati i principali produttori (Basf occupa la prima posizione) e le aree geografiche più rilevanti, con il 60% della domanda proveniente dall’Europa e la quota maggiore concentrata in Germania, Belgio e Francia.

L’aumento del numero di prodotti, siti produttivi, volumi e aziende dimostra che l’approccio secondo il bilancio di massa attribuito sta assumendo una rilevanza crescente e si sta avviando verso una diffusione su larga scala. Il principale ostacolo a un’ulteriore crescita rimane l’incertezza normativa, in particolare all’interno dell’Unione Europea. Attualmente l’Europa, come area geografica, insieme ai principali produttori chimici, domina il mercato del bilancio di massa attribuito. Il confronto tra la quota di prodotti con bilancio di massa e l’intero mercato delle sostanze chimiche (ossia quello basato su fonti fossili) conferma l’ipotesi che l’approccio secondo il bilancio di massa attribuito trovi oggi applicazione soprattutto in ambiti specialistici.

Nonostante la mancanza di un chiaro sostegno politico all’approccio, si può affermare che il numero di aziende, sostanze chimiche, siti produttivi e polimeri è in rapida crescita. Ciò dimostra che esiste una domanda concreta di soluzioni più sostenibili e che gli operatori di mercato sono alla ricerca di modalità praticabili per soddisfarla, anche in un contesto sfavorevole. Questo dovrebbe incentivare i politici a sostenere tali approcci, compreso il bilancio di massa attribuito, e le tecnologie basate sul carbonio rinnovabile, nonché misure generali di sviluppo del mercato.