Clima, foreste, risorse idriche: l’impegno di Basf per il clima valutato da CDP
L'organizzazione non profit CDP (Carbon Disclosure Project) ha conferito a Basf la valutazione “A” nella tutela del clima e nella protezione delle foreste e “A-” nella gestione sostenibile delle risorse idriche, che attestano alla multinazionale tedesca una posizione di primo piano in tutte e tre le categorie. "Questo rinnovato riconoscimento da parte di CDP conferma il nostro impegno costante e l'efficacia della nostra strategia di sostenibilità. Basf continuerà a sviluppare soluzioni innovative per i propri clienti e a perseguire un programma ambizioso per contribuire a un futuro sostenibile", ha affermato Christoph Jaekel, Head of Corporate Sustainability di Basf.
Basf partecipa dal 2004 al programma di rendicontazione dei dati sulla tutela del clima di CDP, che, tra le altre cose, valuta trasparenza della rendicontazione delle emissioni, gestione dei rischi e delle opportunità legati ai cambiamenti climatici, strategia di protezione del clima e misure per ridurre le emissioni di CO2. L’azienda si è posta l'obiettivo di ridurre le proprie emissioni di CO2 Scope 1 e Scope 2 del 25% entro il 2030 (rispetto al 2018), continuando al contempo ad aumentare la produzione. L'obiettivo si basa sui percorsi di riduzione delle emissioni delineati dall'Agenzia Internazionale per l'Energia (IEA) nel suo studio "Net Zero by 2050", in linea con il limite del riscaldamento globale a 1,5 °C. Essa, inoltre, punta a ridurre anche le emissioni di CO2 Scope 3.1 del 15% (rispetto al 2022) per l'intero portafoglio prodotti. Essa prevede di azzerare le emissioni Scope 1, 2 e 3 entro il 2050. La multinazionale tedesca ha invece ottenuto per la prima volta la valutazione “A” nella protezione delle foreste. Questa valutazione si basa su un'analisi dettagliata della filiera dell'olio di palma e delle attività che hanno un impatto su ecosistemi e habitat. L'olio di palmisti e i suoi derivati primari sono tra le materie prime rinnovabili più importanti dell'azienda. Tra le altre cose, il punteggio più alto è stato ottenuto grazie a elevata trasparenza su materie prime e filiere rilevanti per la deforestazione, alto livello di coinvolgimento del pubblico e attività e iniziative come i progetti per i piccoli agricoltori nella filiera dell'olio di palma.
Basf ha ottenuto anche la valutazione “A-” per la sicurezza idrica. Una linea guida CDP stabilisce che le aziende che realizzano prodotti contenenti sostanze pericolose non possono ricevere una "A" in tale categoria. La valutazione tiene conto della trasparenza con cui le aziende rendicontano le proprie attività di gestione idrica e di come riducono rischi come la scarsità d'acqua. CDP valuta anche in che misura lo sviluppo dei prodotti delle aziende valutate può contribuire alla gestione sostenibile delle risorse idriche da parte dei loro clienti. Basf sta implementando una gestione idrica sostenibile entro il 2030 in tutti i siti Verbund e nei siti produttivi in aree soggette a stress idrico. Nel 2024, il raggiungimento dell'obiettivo era del 65%.
Per quanto riguarda l’Italia prosegue l’impegno della società per la sostenibilità attraverso l’espansione della produzione di energia da fonti rinnovabili. Nell’headquarter di Cesano Maderno (Milano) è operativo un impianto fotovoltaico a terra da 346 kW, con una produttività annua stimata di oltre 504.000 kWh – pari a circa il 15% del fabbisogno del sito – che permette di evitare potenzialmente l’emissione di 158 tonnellate di CO2 ogni anno. Anche lo stabilimento di Pontecchio Marconi (Bologna) (nella foto) contribuisce al percorso di decarbonizzazione grazie all’impianto fotovoltaico installato sugli edifici non produttivi e in alcune aree del parcheggio (320 kW), capace di generare circa 438.500 kWh l’anno e di ridurre le emissioni di ulteriori 138 tonnellate di CO2. Dal 2021, Basf acquista solo energia elettrica certificata da fonti rinnovabili tramite certificati verdi, rafforzando il proprio contributo alla transizione energetica italiana. A supporto del percorso di decarbonizzazione, il gruppo integra l’energia rinnovabile con impianti di cogenerazione ad alta efficienza, in grado di ottimizzare l’uso delle risorse e contribuire a un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2.



