Al Politecnico di Milano inaugurata la nuova sede del Dipartimento “Giulio Natta”

È stata inaugurata il 16 dicembre la nuova sede del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” (DCMIC) del Politecnico di Milano. La nuova struttura si estende su 16.000 metri quadrati in via Bassini ed è stata progettata e realizzata secondo tecniche all’avanguardia per sostituire la vecchia sede in via Mancinelli, che verrà dismessa.

Il nuovo Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” è facilmente riconoscibile: si innalza per sei piani, presenta una facciata nera e ha una caratteristica pianta “a pettine”, studiata per separare gli 88 laboratori e dagli uffici. Una soluzione progettuale razionale pensata per garantire una maggior sicurezza e condizioni igienico-sanitarie ottimali. La maggior parte dei laboratori è collocata tra il primo e il quarto piano e sarà destinata alle sezioni di chimica, ingegneria chimica, scienza e ingegneria dei materiali, dove si svolgeranno per lo più attività di sintesi, trattamento dei materiali e analisi mediante tecniche cromatografiche, di estrazione e separazione. Al piano terra trovano invece spazio laboratori speciali, tra i quali l’Nmr, per la risonanza magnetica, e il Samm, per l’analisi microstrutturale dei materiali, oltre a un grande laboratorio didattico dove possono essere installate fino a 40 cappe chimiche.

L’edifico è stato realizzato all’insegna della sostenibilità e del risparmio e recupero energetico. Sui tetti sono stati installati pannelli fotovoltaici che alimentano un impianto da 270 kW di picco e un sistema solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria. Il condizionamento è garantito dal trigeneratore del Polo Città Studi, integrato da pompe di calore elettriche ad acqua di falda per far fronte ai carichi più elevati. Il recupero di calore dall’aria estratta dalle cappe dei laboratori e l’utilizzo di un circuito chiuso per il raffreddamento della strumentazione consentiranno di ridurre gli sprechi energetici, mentre l’acqua piovana verrà recuperata e riutilizzata per l’irrigazione delle aree verdi.

Per Marinella Levi, direttrice del DCMIC, si tratta di “un nuovo moderno edificio, un'infrastruttura tecnologica di ultima generazione, e soprattutto una prossimità che avvicina e riunifica tra loro le nostre sedi, per creare un ecosistema integrato e unico nel suo genere, dove condurre ricerca di qualità nell'ambito della chimica, dei materiali, dell'ingegneria chimica e dell'ingegneria biomedica. Un vero polo di attrazione per giovani ricercatori desiderosi di raccogliere le sfide scientifiche e tecnologiche del contemporaneo”.