Compositi circolari nel settore automotive

L'industria automobilistica ha compiuto notevoli progressi nel riciclo dei metalli e delle materie plastiche, ma i materiali compositi continuano a presentare sfide specifiche. Prima che le soluzioni circolari possano essere adottate su larga scala, il settore deve innanzitutto comprendere dove si trovano i compositi, come possono essere recuperati e cosa serve per riciclarli in modo economicamente sostenibile.

Questo è stato il focus del Road Vehicles & Public Transportation Working Group della European Circular Composites Alliance (ECCA) nel corso della prima metà del 2026. I progressi raggiunti e le prossime azioni sono stati presentati durante l'incontro ECCA Mid-Year Review di giugno.

Comprendere i processi di fine vita dei veicoli
Il gruppo ha adottato un approccio fortemente pratico, collaborando direttamente con riciclatori e organizzazioni di smantellamento del settore automotive per comprendere meglio gli attuali processi di fine vita dei veicoli. Visite in loco e incontri con organizzazioni quali Comet (Belgio), ARN (Paesi Bassi) e Indra (Francia) hanno confermato che i materiali compositi tendono attualmente a confluire nei flussi di rifiuti plastici misti, rendendone difficile il recupero e la selezione.

Una conclusione importante emersa da questi confronti è che smontare i componenti compositi prima della frantumazione dei veicoli potrebbe migliorare significativamente la qualità dei materiali recuperati. Tuttavia, questo approccio solleva nuove questioni tecniche ed economiche che devono essere affrontate prima che possa essere applicato su larga scala.

Per contribuire a rispondere a questi interrogativi, il Working Group avvierà uno studio di caso sullo smontaggio dei compositi in collaborazione con ARN. Lo studio analizza dove si collocano i componenti compositi all'interno dei veicoli, quali informazioni siano necessarie per identificarli e recuperarli in modo efficiente, e se lo smontaggio possa rappresentare un percorso commercialmente sostenibile verso un riciclo a maggior valore aggiunto.

Oltre al proprio lavoro, il gruppo ha inoltre esaminato i risultati del programma di riciclo delle materie plastiche automotive promosso dalla Global Impact Coalition. Pur concentrandosi principalmente sui termoplastici, lo studio ha rafforzato molte delle conclusioni emerse anche in ambito ECCA: il successo della circolarità non dipende solo dalle tecnologie di riciclo, ma anche dalla qualità delle materie prime, dalla tracciabilità, dalla progettazione, dalla logistica e dalla collaborazione lungo l'intera catena del valore.

Nel corso dei confronti, un messaggio è emerso con crescente chiarezza: il riciclo dei compositi non è più una sfida tecnica, bensì una sfida di sistema. Produttori, smantellatori, riciclatori, fornitori di materiali e fornitori di tecnologie hanno tutti un ruolo da svolgere nel creare le condizioni necessarie per modelli di business circolari economicamente sostenibili.

Costruire partnership lungo la catena del valore
Guardando al futuro, il Working Group continuerà a raccogliere dati sulle applicazioni dei compositi nei veicoli, ad affinare lo studio di caso sullo smontaggio e a rafforzare il coinvolgimento di OEM, fornitori Tier 1 e partner del riciclo. Particolare attenzione sarà dedicata al miglioramento dell'identificazione e della tracciabilità dei materiali, per contribuire a garantire che i materiali compositi di valore possano essere recuperati in modo più efficiente e mantenuti all'interno dell'economia circolare europea.

Il Road Vehicles & Public Transportation Working Group sta contribuendo a gettare le basi pratiche necessarie per rendere il riciclo dei compositi commercialmente sostenibile su larga scala.