Il binomio congresso/esposizione

“La formula RadiciDay è per noi una modalità di evento ben collaudata e si basa sul fatto che, in determinate circostanze, l’incontro tra domanda e offerta trae giovamento se la sede è un’area neutrale e amena, dove entrambe le parti sono un po’ più libere dalle interferenze dei doveri aziendali quotidiani”, ha spiegato alla redazione di MacPlas Cesare Clausi, global sales manager di RadiciGroup Performance Plastics, durante una pausa del meeting che lo scorso 12 maggio ha riunito nella stupenda dimora cinquecentesca di Villa Ottoboni, a pochi chilometri dal centro di Padova, da un lato una novantina tra buyer e tecnologi veneti ed emiliani operanti nei comparti dell’automotive, del bianco, dell’arredamento, dell’elettronica e, dall’altro, il team legato allo stesso Clausi.

L’intento istituzionale del RadiciDay è infatti quello di rinsaldare i legami di collaborazione in essere con i clienti, eventualmente imbastirne di nuovi e, comunque, puntare al confronto e alla condivisione sia di questioni tecniche legate alle poliammidi sia di quelle strategico-gestionali, ma sempre e solo mediante modalità “vis-à-vis”.

Nella sala plenaria di Villa Ottoboni, nella quale era allestito anche un piccolo spazio espositivo con alcuni oggetti prodotti grazie ai tecnopolimeri di RadiciGroup, si è svolta la parte congressuale, dalle 9 alle 17 circa, interrotta solo dal pranzo, che ha dato modo ai partecipanti di condividere le proprie esperienze lavorative e instaurare nuove relazioni.

 

La prima volta in Veneto

“La vera novità odierna, se vogliamo, è che questo è il primo RadiciDay che fa tappa in Veneto”, ha chiosato Cesare Clausi, aggiungendo che, dati alla mano, in quelle due regioni geograficamente contigue le imprese manifatturiere hanno - come dire? - attraversato la crisi nel modo migliore: cioè, resistendo meglio.

A supporto di quest’ultima postilla formulata da Clausi c’è da dire che RadiciGroup Performance Plastics ha da poco riorganizzato la propria rete commerciale proprio nelle aree del Triveneto e dell’Emilia Romagna, affidando - a partire dallo scorso primo gennaio - la distribuzione in esclusiva dell’intera sua gamma di prodotti alla società Bilco, che già operava come agente e distributore esclusivo nelle province di Belluno, Treviso, Venezia e in tutto il Friuli Venezia Giulia. Tra l’altro, durante la sua presentazione, l’AD di Bilco Goffredo Berardini ha reso pubblica la notizia che dal primo luglio di quest’anno sarà definitiva la fusione tra Bilco e Guzman Global, a costituire un’importante realtà della distribuzione con un fatturato totale di 24 milioni di euro (dato 2015 ottenuto unendo i fatturati delle due società). 

 

La terza industria chimica in Italia

Cesare Clausi ha quindi posto l’accento su una seconda novità: “C’è un ulteriore messaggio che stiamo veicolando in questo RadiciDay ed è quello relativo all’attuale maggiore completezza di gamma delle nostre poliammidi - in particolare delle PA 6 e 6.6, ma non solo - raggiunta in virtù dei significativi investimenti fatti in nuovi processi di produzione presso i nostri stabilimenti produttivi”.

D’altra parte è noto agli operatori del settore che - nella chimica - RadiciGroup figura tra i più qualificati produttori di poliammidi a livello mondiale: in particolare proprio delle poliammidi 6 e 6.6 citate da Clausi. Il cuore dell’area chimica di RadiciGroup è, da sempre, lo storico sito produttivo di Novara collocato su una superficie complessiva di oltre 350 mila metri quadrati, dove principalmente si produce poliammide 6.6. Immagine rimossa.Sempre a detta degli esperti del settore, questo stabilimento è un brillante esempio di ciclo integrato di produzione nella filiera della PA6.6, appunto. All’impianto di Novara fanno poi seguito i due impianti di Villa d’Ogna e Casnigo - entrambi in provincia di Bergamo - che producono la poliammide 6 partendo da caprolattame e sono poi integrati a valle con impianti di filatura. Infine a Zeitz, in Germania, RadiciGroup possiede uno stabilimento per la produzione di acido adipico, che è alla base delle poliammidi. In Germania la filiera si sposta anche più a monte, producendo non solo acido nitrico, ma anche il KA oil - miscela di cicloesanolo e cicloesanone - materia prima per ottenere l’acido adipico.

Recentemente - e qui torniamo alle parole di Cesare Clausi - l’area chimica del sito di Novara ha poi sviluppato il processo di produzione di poliammidi a catena lunga, come PA6.10 e PA6.12, progettando e realizzando un piccolo impianto in continuo per la produzione di sali diversi dal sale AH, intermedi per la produzione di poliammidi AA-BB diverse dalla PA6.6.

Senza scordare che RadiciGroup è anche una realtà industriale integrata a valle con aziende di compound e di filatura, un gruppo con una presenza globale, in grado di raggiungere con i propri prodotti tutte le aree strategiche di consumo. RadiciGroup Performance Plastics, nello specifico, ha sedi produttive e commerciali dislocate tra Italia e resto d’Europa (Germania, Francia, Spagna, Regno Unito) Nord e Sud America (Usa, Messico, Brasile), Asia (Cina e India).

 

L’attenzione alla domanda

Altro messaggio veicolato durante il meeting è stato quello relativo a una forte “attenzione alla domanda che arriva dal mercato”: la qual cosa può avvenire - sempre secondo RadiciGroup -sviluppando e producendo ad hoc prodotti performanti in grado di soddisfare le più ardite aspettative dei clienti, magari anche con un contenuto bio e, sempre, rispettosi delle certificazioni e delle norme vigenti.

Significativo, a tale proposito, l’esempio citato da Cesare Clausi in merito al progetto Life+Inno.Pro.Wire (LIFE13/ENV/IT/000614), finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Life+, progetto che il Gruppo Industriale Maccaferri (Officine Maccaferri e Samp) sta sviluppando in partnership proprio con RadiciGroup. A titolo di cronaca, va ricordato che Officine Maccaferri è un’azienda globale, con una presenza in oltre 100 paesi nel mondo e quasi 3000 dipendenti formati nella ricerca, nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni tecniche complesse nel campo dell’ingegneria civile e della geotecnica, con progetti sostenibili a livello ambientale.

“Nel 1893, Officine Maccaferri ha inventato, progettato e realizzato i cosiddetti “gabbioni” per opere di sostegno a gravità, in generale, utilizzati per opere di difesa del territorio, cambiando radicalmente il corso della storia dell’ingegneria civile e ambientale”, ha spiegato Clausi, che così ha proseguito: “Ancora oggi i professionisti di Officine Maccaferri continuano a portare innovazione ovunque, condividendo le conoscenze per aumentare il ritorno sull’investimento di clienti e partner. Ebbene, a seguito di un progetto europeo che riguarda l’utilizzo di poliammide come valida alternativa al PVC - per la prima volta - come materiale di rivestimento dei fili che compongono i prodotti in rete metallica, l’area di business RadiciGroup Performance Plastics è stata scelta come partner per sviluppare, fabbricare e fornire, un tecnopolimero sviluppato su misura per quest’applicazione. L’obiettivo finale è duplice: ridurre considerevolmente l’impatto ambientale del processo di fabbricazione e aumentare la durata nel tempo dei gabbioni per svariate decine di anni!”.

 

L’intervento del CEO Angelo Radici

Con una presenza breve e per nulla scontata - a causa dei suoi molteplici impegni - il presidente dell’omonimo gruppo chimico italiano ha portato il proprio saluto ai partecipanti al RadiciDay, citando inoltre alcune macrocifre del gruppo. “Unendo l’insieme dei nostri vari fronti industriali - quelli strettamente legati a RadiciGroup; parliamo quindi dei business della chimica, delle materie plastiche, delle fibre sintetiche e dei non tessuti, e quelli legati al meccanotessile e all’energia - l’ultimo volume d’affari sviluppato ha quasi raggiunto la cifra del miliardo e cinquecento milioni di euro di fatturato”, ha dichiarato con soddisfazione Angelo Radici.

“Detto ciò, RadiciGroup Performance Plastics è particolarmente strategica in seno al gruppo. Questo perché l’integrazione sinergica e verticale, in particolar modo nella filiera della poliammide, costituisce uno dei punti di forza del gruppo stesso. Abbiamo il controllo della catena produttiva, dagli intermedi chimici come l’acido adipico ai polimeri poliammidici, sino ai tecnopolimeri e alle fibre sintetiche. Forti di questa leadership vogliamo continuare a crescere puntando sempre di più sulla collaborazione e sulla sinergia con i nostri clienti, al centro dell’attenzione anche oggi in questo ben riuscito RadiciDay”, ha concluso il CEO di RadiciGroup.