(Foto Linkedin/Sistema Ecolight)

Da rifiuti a materiali utili, talvolta anche rari e ricercati. Questo il destino di 512 kg di RAEE raccolti a Varese nell’ambito del progetto Terra Rara, promosso dal consorzio Ecolight in collaborazione con il Comune di Varese, la cura di Karakorum Impresa Sociale e il sostegno di Impresa Sangalli e Fondazione Molina. Dagli oltre cinque quintali di apparecchi (circa 1.300 pezzi) che tra ottobre e novembre 2025 sono arrivati nei 17 punti di raccolta attivati sul territorio sono stati recuperati circa 320 kg di plastica, così come 110 kg di metalli, fra cui anche “terre rare” che scarseggiano in natura ma sono fondamentali per l’industria high-tech e la transizione ecologica. A questo si devono aggiungere 15 kg di pile esauste che si trovavano all’interno dei RAEE.

Numeri positivi per Ecolight, frutto di un progetto che ha saputo dare vita a un’alleanza virtuosa: 300 studenti di tre scuole superiori, due enti locali, otto enti del terzo settore e due imprese private hanno promosso la raccolta e diffuso consapevolezza sui temi dell’ambiente e dell’economia circolare, dimostrando che coinvolgere le persone dal basso è la chiave per costruire un futuro sostenibile. Ad accendere la partecipazione è stata l’idea di trasformare una parte dei RAEE raccolti, circa 50 kg, in una installazione artistica “Terra Rara” di Livia Paola Di Chiara, esposta durante le scorse festività natalizie a Palazzo Estense a Varese. Una volta smontata l’opera a metà gennaio, gli oggetti (assieme a tutti gli altri conferiti nell’ambito del progetto) sono stati portati agli impianti autorizzati al trattamento dei rifiuti elettronici. I RAEE sono riciclabili per oltre l’85% del loro peso: molte delle loro componenti (le cosiddette materie prime seconde) possono essere reimmesse nel ciclo produttivo. Sfruttare questa “miniera” comporta tanti vantaggi, come ridurre i costi derivanti dalla gestione dei rifiuti, risparmiare energia ed evitare lo sfruttamento delle risorse naturali.

(Foto Linkedin/Sistema Ecolight)

“Al di là di questi numeri, che sono positivi”, ha commentato il presidente del consorzio Ecolight, Walter Camarda, “un risultato importante è l’alleanza virtuosa che si è creata fra le realtà protagoniste del progetto: 300 studenti di tre scuole superiori, due enti locali, otto enti del terzo settore e due imprese private hanno promosso la raccolta e diffuso consapevolezza sui temi dell’ambiente e dell’economia circolare, dimostrando che coinvolgere le persone dal basso è la chiave per costruire un futuro sostenibile. Avere agito, oltre che sul piano ambientale, anche su quello educativo e culturale rappresenta il valore aggiunto del progetto”.

Dall’esperienza di Terra Rara, il Comune di Varese ha annunciato l’intenzione di prendere spunto per adottare, in concomitanza con il rinnovo dell’appalto del servizio di igiene urbana, nuove pratiche che possano diventare stabili nel tempo. “Il progetto Terra Rara e le iniziative dedicate alla raccolta dei piccoli RAEE”, ha dichiarato Nicoletta San Martino, assessora alla tutela ambientale, sostenibilità sociale ed economia circolare del Comune di Varese, “consentono al Comune di Varese di rafforzare il proprio impegno nello sviluppo di modelli di economia circolare fondati sulla collaborazione strutturata tra cittadini, istituzioni e imprese. Con il nuovo appalto per il servizio di igiene urbana, l’amministrazione intende dare continuità e ulteriore impulso a tale percorso, attraverso l’adozione di nuove modalità di raccolta porta a porta dei RAEE, in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità ambientale”.