(Foto Biorepack)

In Italia cresce la rilevanza del comparto delle bioplastiche, tra cui quelle compostabili, come leva strategica del settore: è quanto riferisce Biorepack sulla base dello studio di Teha Group “L’industria della plastica in Italia: strategia e piano d’azione per sostenere la competitività e la circolarità”, commissionato da varie associazioni, tra cui la stessa Biorepack e Corepla. Lo studio evidenzia, tra l’altro, la necessità di massimizzare la circolarità attraverso il riciclo organico delle bioplastiche, valorizzando la raccolta differenziata dei rifiuti organici.

L’analisi della filiera italiana punta a identificare le strategie e le azioni chiave necessarie a migliorare la competitività e la circolarità della filiera nazionale della plastica. Per promuovere una strategia efficace per le bioplastiche, riferisce lo studio, è fondamentale favorire l’uso di materie prime a base biologica nella produzione di plastiche derivate da biomassa e prodotti a contatto con materia organica (per esempio imballaggi alimentari, valorizzando le opportunità associate all’implementazione del Regolamento Imballaggi) o direttamente applicati in suolo. Occorre, inoltre, sostenere un quadro normativo stabile che consenta lo sviluppo di una piattaforma industriale competitiva in Europa, introducendo una chiara definizione legislativa sulle diverse tipologie di bioplastiche con criteri tecnici chiari e misurabili per favorire la tracciabilità dei materiali.

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La ricerca suggerisce anche di rafforzare la governance sulla qualità dei feedstock organici, promuovendo sistemi di certificazione e introducendo indici di efficienza per impianti in grado di garantire standard elevati nella trasformazione in compost da utilizzare in agricoltura e feedstock idonei alla produzione di bioplastiche. Viene anche raccomandata l’introduzione di incentivi per supportare gli investimenti in impianti di trattamento di feedstock organici, promuovendo l’estensione del riciclo organico a livello europeo e l’armonizzazione dei criteri di classificazione delle bioplastiche. Infine, lo studio suggerisce di promuovere l’utilizzo di plastiche biodegradabili con contenuto rinnovabile per specifiche applicazioni (per esempio agricoltura e prodotti a contatto con materia organica o direttamente applicati in suolo).

Dal punto di vista numerico, la ricerca riferisce che, sebbene il fatturato della filiera delle bioplastiche sia cresciuto da 400 a 1.168 milioni di euro tra il 2014 al 2022, nell’ultimo biennio si è registrata una contrazione significativa (-40%) a causa delle forti pressioni competitive dei prodotti extra-UE. Nel 2024 il fatturato delle bioplastiche in Italia si è attestato a 704 milioni di euro (circa 1,4% del fatturato totale della filiera italiana della plastica), registrando tuttavia una forte resilienza a livello occupazionale con 2.913 addetti in totale, pari all’1,9% del settore e in crescita dell’80% nell’ultimo decennio. Più in generale, il settore della plastica è un pilastro strategico della base industriale italiana e genera 57 miliardi di euro di ricavi (la seconda nell’Unione Europea), 15,3 miliardi di euro di valore aggiunto e sostiene 164 mila posti di lavoro.