Nel 2025 Erion WEEE, consorzio del sistema Erion dedicato alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) domestici, ha gestito su tutto il territorio nazionale più di 244.000 tonnellate di RAEE, in crescita del 3% rispetto al 2024 (237.000 tonnellate). Un segnale positivo che, tuttavia, non basta. L’Italia resta infatti ancora molto distante dai target fissati dall’Unione Europea: per rispettare gli obiettivi comunitari sarebbe necessario raccogliere circa 12 kg di RAEE per abitante, mentre oggi è ferma a 6 kg.
Nonostante le difficoltà e le complessità normative, nel 2025 il consorzio ha gestito su tutto il territorio italiano oltre 244.000 tonnellate di RAEE, in aumento del 3% rispetto ai risultati del 2024 (237.000 tonnellate). Il maggiore incremento (+19%) si è registrato con il raggruppamento R4, rappresentato da piccoli elettrodomestici, dispositivi elettronici di consumo, giocattoli elettrici ecc. Segue il raggruppamento R2 (lavatrici, forni, lavastoviglie ecc.) che ha raggiunto le 117.000 tonnellate, con un aumento del +3,5%. Il raggruppamento R1 (freddo e clima) è arrivato a 78.700 tonnellate raccolte (+2,3%), mentre il raggruppamento R3 (tv e monitor) ha proseguito nella sua parabola discendente con un -7,5% (26.000 tonnellate). In calo anche il raggruppamento R5 (sorgenti luminose), che si è attestato a 237 tonnellate (-4,5%).
I risultati operativi di Erion WEEE confermano l’eccellenza del lavoro svolto dal consorzio nel 2025: il tasso di riciclo delle materie prime seconde (MPS) è stato infatti pari all’88% del peso dei RAEE. In dettaglio, dalle circa 244.000 tonnellate di RAEE domestici gestiti, il consorzio ha ricavato più 215.000 tonnellate di MPS tra cui: 130.000 tonnellate di ferro, oltre 5.600 tonnellate di alluminio, 6.000 tonnellate di rame e quasi 31.000 tonnellate di plastica.
Il corretto trattamento di questa tipologia di rifiuti ha inoltre contribuito in maniera significativa anche al contrasto al cambiamento climatico, evitando l’emissione in atmosfera di circa 815.000 tonnellate di anidride carbonica – pari alla quantità di CO2 eq che verrebbe assorbita in un anno da un bosco di 815 chilometri quadrati – e generando un risparmio di oltre 333 milioni di kWh – paragonabile ai consumi domestici annui di una provincia di 308 mila abitanti (come Viterbo).



