Il MIMIT monitora i prezzi di energia e materie prime
Si è svolto al Mimit un incontro della Commissione Allerta Rapida sull’andamento dei prezzi dei carburanti e dell’inflazione e sulle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri prodotti industriali strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi.
Sul fronte delle commodity, è stato presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, fertilizzanti, materie plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche.
Nel dettaglio, si rilevano incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’auto e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai-Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.



