Cefic sulla strategia UE per la bioeconomia: ambiziosa, ma con criticità per attuarla

(Foto Linkedin/Cefic)

La strategia per la bioeconomia presentata dall’Unione Europea esprime chiaramente l’intenzione di assumere un ruolo di guida nella crescita sostenibile e nell’innovazione a livello continentale. Se la visione è definita, mancano però ancora meccanismi concreti di implementazione e impegni vincolanti. È quanto ritiene Cefic in una nota stampa, secondo cui l’industria chimica è al cuore della bioeconomia e la bioeconomia è centrale per la transizione industriale europea.

A tale proposito, il direttore generale di Cefic, Marco Mensink, ha commentato che “tuttavia, una strategia da sola non basta. Servono azioni e attuazione. Questo significa: un quadro giuridico per la bioeconomia industriale che crei un vero mercato unico per i prodotti a base biologica in Europa e una visione chiara per la produzione interna e le importazioni, incluso il possibile ruolo dell’Ucraina e di altri partner dell’UE. Soprattutto, significa creare domanda per prodotti a basse emissioni di carbonio, a base biologica e circolari – mercati che oggi non riconoscono alcun premio a queste soluzioni. Senza domanda non c’è convenienza economica, e abbiamo bisogno di questa convenienza economica ora”. 

Marco Mensink.
(Foto Linkedin/Cefic)

La strategia riconosce il ruolo centrale dell’industria chimica nel rendere possibile la transizione dell’Europa verso una bioeconomia sostenibile e circolare. Essa riflette anche alcune priorità chiave dell’industria, articolandosi su cinque pilastri: potenziamento di innovazione e investimenti; sviluppo di mercati di riferimento per materiali e tecnologie a base biologica; garanzia di un approvvigionamento sostenibile di biomassa e della sua circolarità; valorizzazione delle opportunità globali; rafforzamento della cooperazione e dell’implementazione. Tra gli elementi positivi si segnalano:
- stimolare la domanda di prodotti chimici a base biologica introducendo requisiti di contenuto a base biologica per i prodotti immessi nel mercato unico europeo;
- rimuovere le barriere a investimenti e innovazione, anche tramite nuovi strumenti finanziari per start-up e scale-up;
- sostenere il Green Public Procurement di soluzioni a base biologica con criteri chiari;
- promuovere l’uso “a cascata” della biomassa, dando priorità ai settori in cui le soluzioni a base biologica generano il maggior valore aggiunto; 
- rafforzare la circolarità incoraggiando l’utilizzo di feedstock secondari e migliorando i dati sulla disponibilità di biomassa; 
- ampliare le partnership internazionali e l’accesso ai mercati per i prodotti a abse biologica europei.

Tuttavia, la strategia presenta ancora alcuni aspetti di criticità:
- manca uno strumento legislativo specifico per creare un vero mercato unico dei prodotti a base biologica, con il rischio di frammentazione del mercato e disincentivo agli investimenti;
- molte misure restano volontarie o riprendono politiche esistenti, con pochi incentivi realmente nuovi per accelerare innovazione e diffusione su scala industriale;
- non è presente un piano organico per rafforzare la base industriale europea e garantire la resilienza delle catene di fornitura di biomassa sostenibile.

Per costruire una vera bioeconomia in Europa, la strategia deve passare dall’ambizione all’azione. Cefic è pronta a collaborare con la classe politica europea per creare un mercato unico per la bioeconomia.