Assorimap al Ministro Pichetto Fratin: “Non siamo più in grado di proseguire le attività”

(Foto Facebook/Gilberto Pichetto Fratin)

“L’industria privata del riciclo, a seguito di una serie di congiunture negative, non è più in condizione di proseguire le attività”. È questo l’ultimo appello, che suona come una sentenza, firmato da Assorimap, l’associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche, contenuto nella lettera inviata il 15 settembre al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

La filiera, che conta complessivamente oltre 350 imprese, impiega più di 10.000 addetti e dispone di una capacità installata di riciclo pari a un milione 800 mila tonnellate, rischia il collasso. Pur ribadendo l’apprezzamento per “la disponibilità dimostrata dalla sua struttura in occasione degli incontri intercorsi, dopo diversi mesi non abbiamo riscontri sostanziali”, si legge nella lettera. Un niente di fatto che si traduce in “un’assenza di provvedimenti di supporto a differenza di quello che accade in altri Paesi come Francia e Spagna”, prosegue la missiva.

Prima la crisi pandemica, poi i costi energia e la concorrenza della produzione di polimeri vergini low cost di provenienza asiatica: da anni le imprese del riciclo meccanico delle plastiche denunciano la crisi. “Chiediamo di avviare tempestivamente le necessarie azioni e, contestualmente, istituire un tavolo istituzionale permanente per il riciclo meccanico delle plastiche, indispensabili per evitare la chiusura delle attività”, conclude la lettera a firma del presidente di Assorimap Walter Regis.