Riconoscere negli Stati Uniti i reali costi associati al trattamento degli imballaggi compostabili all'interno dei programmi EPR (Extended Producer Responsibility, ossia Responsabilità estesa del produttore) per stimolare e ampliare l'accettazione dei manufatti realizzati con materiali innovativi all'interno degli impianti di riciclo organico. È questo l’obiettivo del Center for the Circular Economy, organismo di ricerca della società di investimento Closed Loop Partners di New York, che ha accolto le istanze dei compostatori statunitensi in un rapporto (“Incentivizing Compostable Packaging Recovery Through EPR Programs: A Framework for Composter Reimbursement”) che risponde a una esigenza sempre più sentita a livello locale: i programmi EPR devono essere in grado di riconoscere e rimborsare i reali costi associati al trattamento degli imballaggi compostabili. Un aspetto cruciale, per stimolare e ampliare l'accettazione dei materiali innovativi all'interno degli impianti di riciclo organico.
Attualmente, negli Stati Uniti sono circa 200 i compostatori che accettano tali materiali e il progetto punta a estendere e sviluppare lo studio in collaborazione con dieci partner riuniti nel Composting Consortium, in modo da garantire loro un ruolo centrale nella definizione del quadro normativo. La loro esperienza pratica è servita a definire un modello realistico che riflette il modo in cui gli impianti di compostaggio gestiscono concretamente gli imballaggi compostabili. L'obiettivo è quello di cercare di garantire che i programmi EPR (attualmente sono sette quelli attivati negli USA) incentivino il recupero degli imballaggi compostabili certificati. Il sistema di rimborso proposto dallo studio è decisamente innovativo: tiene conto delle specificità operative degli impianti di compostaggio e premia chi accetta materiali compostabili, contribuendo anche a sostenere l’infrastruttura di compostaggio.
Questi impianti devono farsi carico di una maggiore complessità operativa, come la gestione della contaminazione, la formazione e la sensibilizzazione e, in alcuni casi, l'aggiornamento delle attrezzature o le modifiche dei processi. Tutti questi aspetti raramente vengono presi in considerazione nei modelli di rimborso basati sul solo riciclo. Il quadro ideato dal rapporto suggerisce di distribuire i fondi EPR in base al volume di imballaggi compostabili trattati anziché secondo il peso, per riflettere meglio le difficoltà pratiche, e propone di allocare risorse anche per aggiornamenti impiantistici, formazione e studi sulla composizione dei rifiuti.
Questa distinzione è importante quando si considerano materiali come le pellicole compostabili leggere, che possono creare difficoltà operative ma contribuiscono solo in misura limitata al peso. Si tratta, in effetti di un approccio diverso rispetto ai modelli EPR tradizionalmente focalizzati sugli impianti di recupero dei materiali e sui materiali riciclabili convenzionali. Ciò realizzerebbe una visione più inclusiva che riconosce i materiali organici e gli imballaggi compostabili come componenti essenziali di un sistema circolare funzionante. Per sostenere le attività di trattamento organico, il rapporto sottolinea l'importanza di rafforzare i mercati finali del compost. La maggior parte dei compostatori coinvolti nello studio ha indicato che accettare imballaggi compostabili non limita la loro capacità di vendere compost, a condizione che vengano rispettati gli standard qualitativi previsti.



