(Foto MASE)

Nei giorni scorsi Assorimap aveva lanciato un grido di allarme inviando al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin una lettera dal tono di una vera e propria sentenza sulle difficoltà dell’industria privata del riciclo e sulla sua impossibilità a proseguire le attività a seguito di una serie di congiunture negative. Il 18 settembre l’associazione dei riciclatori ha inviato una seconda lettera al Ministro delle Impresse e del Made in Italy Adolfo Urso per portare anche alla sua attenzione la gravità della situazione in cui versa il comparto del riciclo meccanico delle plastiche.

Chiedendo di avviare tempestivamente le azioni che si rendono necessarie per evitare la chiusura delle attività, Assorimap nella missiva riferisce che “il settore, a seguito di una serie di congiunture negative (crisi pandemica, costi dell’energia, concorrenza di polimeri vergini low cost di provenienza asiatica ecc.) non è più in condizione di proseguire le attività per un azzeramento della marginalità economica di impresa: è a rischio una delle storiche eccellenze del Made in Italy. L’industria privata del riciclo, anello finale della catena della raccolta differenziata e asset portante per il perseguimento degli obiettivi europei del Green Deal (Pacchetto Economia Circolare, Single Use Plastics - SUP, PPWR), al contrario dei principali Paesi europei nostri competitors, non ha mai avuto attività di supporto e di sostegno economico”.

Nel frattempo, la viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava ha fatto sapere che, attraverso il Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile Laura D’Aprile, il Ministero ha convocato un “tavolo plastiche”. L’incontro è stato fissato a Roma per l’8 ottobre e, oltre ad Assorimap, sono stati invitati a partecipare anche Conai, Corepla, Coripet, Polieco, Ispra, Anci, Enea, Confindustria, Utilitalia, Assoambiente. All’incontro verranno discussi la bozza di decreto sugli imballaggi compostabili, difesa dall’Italia in sede europea per tutelare le filiere nazionali e promuovere soluzioni sostenibili, e seguirà un confronto sulla gestione dei rifiuti plastici. L’Italia è vicina al target europeo di riciclo 2025 e sta valutando iniziative, strumenti normativi e finanziari per rafforzare la bioeconomia circolare.