Si è concluso al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane di Catania il minitour siciliano di Redivivus, il progetto promosso da Corepla che, tappa dopo tappa – da Acireale a Palermo, fino a Caltanissetta – ha raccontato la forza trasformativa del riciclo come metafora di riscatto personale. Negli spazi del museo catanese sono state esposte 19 opere realizzate dai giovani degli istituti penali per minorenni (IPM) siciliani. Creazioni nate dal riutilizzo di bottiglie in PET riciclate, capaci di trasformare un materiale di scarto in espressione artistica e simbolo di nuove possibilità.
Promosso con il patrocinio del Ministero della Giustizia e curato da Mani e Mente di Romina Scamardi, Redivivus ha saputo intrecciare il valore ambientale del riciclo di imballaggi in plastica con quello sociale dell’inclusione e della responsabilizzazione, offrendo ai giovani coinvolti un’occasione concreta di espressione, consapevolezza e crescita. All’inaugurazione del 6 marzo hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni locali: l’assessore all’Ambiente del Comune di Catania, Alfio Massimo Pesce; l’onorevole Eliana Longi; la direttrice dell’istituto penitenziario minorile Bicocca di Catania, Maria Covato; la direttrice del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane e docente dell’Università di Catania, Germana Barone; il presidente di Corepla, Giovanni Cassuti; la curatrice del progetto, Romina Scamardi.
Il progetto si inserisce in un impegno più ampio di Corepla per la diffusione della cultura del riciclo, che trova espressione anche in RecoPet, il sistema incentivante che in poco più di un anno ha portato all’installazione di 79 ecocompattatori in Sicilia e alla conseguente raccolta di oltre quattro milioni di bottiglie in PET, contribuendo a rafforzare la filiera del riciclo e a ridurre la dispersione della plastica. Con la tappa di Catania si chiude così un viaggio che ha attraversato la Sicilia portando un messaggio chiaro: il riciclo non è soltanto un gesto ambientale, ma può diventare un’esperienza culturale e sociale capace di generare valore per l’intera comunità.
“Redivivus è un progetto straordinario che unisce arte, riciclo e riscatto sociale. Ospitare a Catania la tappa conclusiva ci rende orgogliosi: i giovani trasformano la plastica in simboli di rinascita, dimostrando che sostenibilità ambientale e inclusione sociale sono indivisibili. Un messaggio di speranza e responsabilità per la nostra comunità, impegnata in una fase di rinnovata sensibilità verso la tutela dell’ambiente”, ha dichiarato Massimo Pesce.
“È un piacere partecipare all’evento conclusivo di Redivivus, un progetto che unisce ambiente, arte e inclusione sociale in un percorso dal forte valore educativo. Questa mostra dimostra che il riciclo può diventare non solo sostenibilità ambientale, ma anche opportunità concreta di crescita e rinascita per tanti giovani coinvolti. Complimenti a Corepla, agli organizzatori e a tutti i ragazzi protagonisti di questo significativo e virtuoso percorso”, ha commentato Eliana Longi.
“Redivivus è una mostra che racchiude un significato particolarmente profondo per il nostro museo. Le opere esposte, realizzate con plastica riciclata da giovani provenienti dagli IPM siciliani, raccontano una doppia possibilità di rinascita: quella dei materiali di scarto, trasformati in creazioni artistiche, e quella delle persone che, attraverso l’arte, trovano uno spazio di espressione, consapevolezza e prospettiva per il futuro. Accogliere questo progetto nel nostro ateneo significa sostenere concretamente il valore educativo e sociale della cultura, capace di aprire nuove prospettive e di restituire dignità, creatività e speranza”, ha affermato Germana Barone.
“L’Università di Catania non è nuova a iniziative di questo tipo, volte alla promozione dei valori civici, alla tutela del patrimonio culturale e alla responsabilizzazione sociale. Di recente, infatti, è stato siglato un protocollo di collaborazione tra l’ateneo e l’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna di Catania (UDEPE) nell’ambito del progetto “Giustizia e cultura in dialogo”: un percorso di giustizia riparativa rivolto a persone in esecuzione penale esterna che prevede attività formative e, in parte, anche iniziative itineranti proprio al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane”, ha aggiunto Barone.
“Con Redivivus abbiamo scelto di raccontare una sostenibilità che va oltre il concetto stesso di riciclo. La plastica può rinascere come nuova materia, ma anche le persone possono farlo, se messe nelle condizioni di esprimere il proprio talento. In questo senso, l’arte diventa un ponte tra ambiente e dignità”, ha osservato Giovanni Cassuti.
Redivivus e RecoPET sono due espressioni della stessa visione: una sostenibilità che non si limita alla gestione dei rifiuti, ma diventa educazione, inclusione e rinascita –– Le bottiglie rinascono, ma anche le persone possono farlo, se diamo loro le giuste opportunità”, ha concluso Cassuti.



