Teli bio trasparenti per pacciamatura

Plastica e ambiente - giovedì, 3 luglio 2014

Un ulteriore traguardo per la ricerca della società italiana Novamont, che ha messo a punto un nuovo grado di Mater-Bi specifico per la produzione di teli per pacciamatura trasparenti e biodegradabili in suolo. In linea con la sua filosofia che le bioplastiche debbano rappresentare un caso virtuoso di bioeconomia, per anni Novamont ha preferito non introdurre sul mercato film per pacciamatura trasparenti biodegradabili in suolo, in quanto non disponeva di stabilizzanti UV naturali e biodegradabili come la matrice polimerica, necessari a garantire un tempo di vita adeguato in campo per questa tipologia di prodotti.
Infatti, non riteneva sostenibile per i propri standard ambientali utilizzare gli stessi additivi delle pacciamature non biodegradabili, perché ci sarebbe stata la certezza di un rilascio nel suolo dopo la biodegradazione del film, con possibili rischi di accumulo. Ha deciso, quindi, di concentrarsi sullo studio di sostanze naturali, tra cui quelle estraibili dalle colture in fase di sperimentazione per le proprie filiere agricole non alimentari.
Dopo alcuni anni di intenso lavoro, recentemente Novamont è riuscita a mettere a disposizione degli agricoltori il risultato della sua ricerca: un sistema pacciamante trasparente resistente alle radiazioni UV per effetto di sostanze naturali e biodegradabili, come la matrice polimerica che le ingloba, che non alterano le proprietà iniziali del prodotto e che, una volta in campo, mantengono le performance  per tempi confrontabili ai tradizionali.
"Il caso della pacciamatura trasparente naturalmente stabile alle radiazioni UV e completamente biodegradabile in suolo è una concreta dimostrazione di cosa Novamont intende per bioeconomia: trovare soluzioni tecniche efficaci e originali, a partire da materie prime da bioraffinerie integrate, a supporto di pratiche virtuose - in questo caso nel campo dell'agricoltura sostenibile - che al contempo cautelino massimamente la qualità di acqua, aria e suolo nella fase di utilizzo e di fine vita del prodotto, prevenendo potenziali fenomeni di accumulo", ha sottolineato Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont.


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