Solvay
RadiciFil: sostenibilità dei processi, qualità dei prodotti

Recupero delle acque lattamiche: risparmio energetico e riduzione delle emissioni

Plastica e ambiente - lunedì, 25 febbraio 2019

Miglioramento delle prestazioni ambientali ma anche della qualità del polimero e quindi dei filati: questi i principali obiettivi cui contribuisce il nuovo impianto di recupero delle acque lattamiche installato nel corso del 2018 nello stabilimento RadiciFil di Casnigo (Bergamo), specializzato nella polimerizzazione della poliammide 6 e nella produzione di filati BCF, cuore della business area RadiciGroup Performance Yarn.

L’impianto, fresco di collaudo, consente di recuperare l’acqua derivante dal processo di polimerizzazione, in cui vi è una concentrazione del caprolattame intorno all’8-12%: grazie alle tecnologie del falling film e della ricompressione meccanica del vapore è possibile portare la concentrazione finale del caprolattame all’80%, così da reimpiegarlo nella produzione a ciclo continuo del polimero.

“Si tratta di un investimento che ha fruito delle agevolazioni legate all’Industria 4.0 e che rientra nel piano produttivo aziendale. Una tecnologia moderna che ci consente di ridurre l’utilizzo di energia termica e ci aiuterà ad essere in linea con gli obiettivi 2020 (ETS) a livello europeo riguardanti la quantità di anidride carbonica emessa”, ha affermato Nicola Agnoli, CEO della business area RadiciGroup Performance Yarn.

Il nuovo impianto ha effettivamente consentito un notevole abbattimento dei consumi di metano per la produzione di vapore e un miglioramento generale della qualità del prodotto in uscita. La quantità di vapore utilizzata per il processo di recupero delle acque lattamiche, passando dall’impianto precedente a quello nuovo a pari pressione, si è ridotta dell’80% circa. Questo ha inciso sulle prestazioni complessive di RadiciFil: la portata di gas naturale necessaria al fabbisogno di tutto lo stabilimento si è ridotta di circa il 35-

40%. Altra caratteristica innovativa del nuovo impianto è che si adatta alle variazioni di carico dettate dall’andamento della produzione, seguendo con flessibilità le variazioni di portata di acqua lattamica in ingresso in quanto ha la possibilità di modulare dal 60% del carico fino al 100%.

«Il lavoro di realizzazione è stato coordinato dall’energy manager di sito, Marco Gualteroni, nella veste di project leader. Per tutte le fasi del progetto hanno collaborato a vario titolo le persone dell’ufficio tecnico di RadiciFil e un team multidisciplinare composto da diverse funzioni aziendali che ha beneficiato anche del supporto esterno di Giovanni Algeri, proveniente da un’altra azienda del gruppo. Ancora una volta il lavoro di squadra ha dimostrato di essere la migliore strategia per raggiungere obiettivi ambiziosi”, ha concluso Agnoli.


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