Solvay
Il Progetto RiVending entra nel vivo

L’economia circolare nel settore della distribuzione automatica

Plastica e ambiente - giovedì, 7 novembre 2019

Il mondo dei distributori automatici diventa protagonista dell’economia circolare grazie al progetto RiVending, presentato il 6 novembre alla fiera Ecomondo di Rimini. Si tratta di un ciclo virtuoso di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica voluto da Confida (l’associazione italiana della distribuzione automatica), Corepla (il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli Imballaggi in Plastica) e Unionplast (l’unione nazionale delle industrie trasformatrici di materie plastiche in seno a Federazione Gomma Plastica).

 

Il progetto pilota, nato con l’idea di rendere ancor più sostenibile il riciclo dei bicchieri in plastica utilizzati nel vending - ossia la vendita e la distribuzione di bevande e prodotti alimentari tramite distributori automatici - celebra i suoi primi risultati e si apre ad ambiziose prospettive future: estendere il RiVending sul territorio e rendere sempre più ecologiche le pause caffè degli italiani.

 

“Da sempre l’impegno del consorzio per massimizzare l’avvio a riciclo degli imballaggi in plastica in Italia è quello di raccogliere tutte le tipologie di imballaggio, in ogni condizione di mercato e su tutto il territorio nazionale. E per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di promuovere progetti studiati ad hoc per settori specifici, che con azioni e sinergie mirate riescono a promuovere la vera economia circolare", ha dichiarato Antonello Ciotti, presidente di Corepla.

 

Come funziona RiVending

I consumatori dei distributori automatici, dopo aver gustato il proprio caffè, sono invitati a buttare bicchierino e paletta in un apposito contenitore che permette di isolare il materiale plastico di cui sono fatti, dagli altri imballaggi in plastica e di semplificare così il processo di selezione del materiale recuperando una plastica omogenea di altissima qualità con cui si possono creare tanti nuovi prodotti.

 

Il progetto prevede in prospettiva numeri importanti in termini di tonnellate di bicchieri e palette riciclati; l’Italia è infatti il primo Paese per numero di distributori automatici, diffusi principalmente nell’industria, seguita dagli uffici privati, dal commercio, dal mondo della scuola e delle università, dagli ospedali e dagli uffici pubblici, per un coinvolgimento di oltre 20 milioni di consumatori e 35 mila posti di lavoro.

 

“I consumi della distribuzione automatica sono al 97% all’interno di edifici (aziende, scuole, ospedali ecc.) e si svolgono nei pressi delle vending machine. Per questo il nostro canale distributivo per le sue stesse caratteristiche ha una grande potenzialità di implementare progetti di raccolta e riciclo della plastica. Con RiVending facciamo un passo in avanti verso l’economia circolare: la plastica di bicchierini e palette del caffè raccolta separatamente e riciclata viene reimmessa in produzione per fabbricare nuovi prodotti e prossimamente nuovi bicchierini e palette, riducendo così l’utilizzo di nuova plastica. Il nostro obiettivo per il 2020 è quello di installare 5 mila contenitori RiVending per dare un contributo importante alla sostenibilità ambientale”, ha spiegato Massimo Trapletti, presidente di Confida.

 

“Il nostro compito è promuovere, garantire l’efficienza e il continuo sviluppo di progetti come questi. Al contrario, affidandosi a politiche riduttive si metterà a rischio non solo la sicurezza dei consumatori ma si creeranno gravi problemi occupazionali in un settore, tutto italiano, che è un’eccellenza per il nostro Paese anche al di fuori dei confini nazionali”, ha commentato Libero Cantarella, direttore di Unionplast,

 

Collaborazioni importanti

Al progetto pilota di RiVending hanno già aderito realtà importanti; la prima esperienza ha coinvolto aziende ed enti presenti sul territorio di Parma e provincia, tra i quali Comune di Parma, Università di Parma, Iren, Barilla e Gazzetta di Parma.

 

La seconda ha visto la collaborazione di Eni che ha scelto RiVending per dare impulso allo sviluppo dell’economia circolare anche attraverso il contributo dei propri dipendenti. Dalla raccolta di bicchierini e palette nelle aree break nelle sedi Eni a San Donato Milanese (Milano) è possibile produrre una materia prima seconda selezionata, con cui Versalis - società chimica del gruppo Eni - può alimentare l’impianto a Mantova che produce il polistirene espandibile con contenuto di riciclato. Viene data così nuova vita a prodotti importanti per la nostra quotidianità convertendoli, dopo l’utilizzo, in beni durevoli come pannelli di polistirene espanso per l’isolamento termico, che permette alle nostre case di ridurre i consumi energetici, ma anche imballaggi per elettrodomestici e mobili.

 

Forti delle esperienze fatte, l’obiettivo è di estendere RiVending anche ad altre province del territorio italiano. L’estensione sarà articolata in due fasi: una dalla valenza prevalentemente “educational”, alla quale potranno aderire tutte le realtà che utilizzano i distributori di caffè e bevande calde allo scopo di creare una cultura del riciclo anche in azienda e una più “tecnica” dove, in presenza di quantità significative, verrà attivato il progetto vero e proprio con la riduzione dei passaggi di filiera e la massimizzazione dei volumi avviati a riciclo.

 

Ma le novità non si fermano qui. Gli ideatori del progetto hanno coinvolto un partner d’eccezione: Enpa, l’Ente Nazionale Protezione Animali, a cui verranno donate 5.000 ciotole realizzate dal riciclo degli imballaggi in polistirene. Una dimostrazione concreta che anche la plastica usa e getta, se opportunamente raccolta viene inserita in un circuito virtuoso di riciclo e non diventa nemica dell’ambiente e degli animali. Un progetto che premia il gesto di civiltà di tanti cittadini che facendo quotidianamente la raccolta differenziata, fanno un regalo all’ambiente e agli amici a quattro zampe.

 

L’obiettivo finale a cui tende il progetto, è però quello di trasformare il bicchiere usato in un nuovo bicchiere, creando così nel settore l’economia circolare perfetta.


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