Report dal workshop di SGC a San Paolo d’Argon

Indicazioni pratiche su come “innovare ed efficientare” per essere davvero competitivi

Marketing - mercoledì, 5 febbraio 2020

“Cosa deve fare, oggi, l’azienda plastica che vuole competere? Innanzitutto deve comprendere l’importanza della caccia agli sprechi interni, perché solo quando li avrà eliminati, i suoi manager potranno affermare con assoluta certezza: “Noi andiamo più forte dei nostri competitor, sia perché pigiamo sull’acceleratore sia perché abbiamo tolto il freno a mano”.

Per contro, talune realtà hanno sì l’impressione di andare veloci - e può essere che in certe fasi operative lo siano davvero - ma se poi in qualche loro piega interna s’annidano insane attese, manutenzioni non fatte, comunicazioni errate ecc., allora la tanto agognata efficienza di cui necessitano resta oggettivamente una chimera”.

 

Quelle pocanzi riportate sono alcune delle frasi d’esordio di Alessandro Grecu, AD di SGC, Grecu Consulting Partners, da lui pragmaticamente esplicitate durante il workshop del 31 gennaio scorso dal titolo “Fabbrica Plastica Efficiente: sinergia tra Lean Plastic e Fondazione JAC (JobsAcademy)”, e che poi, giusto per comprendere qual è la verve del relatore, è stata così rafforzata: “L’impresa vincente non è quella che resiste o che s’arrocca, ma è quella che è in grado di aprirsi al cambiamento”.

 

Pragmatismo che trova ragion d’essere sia nella qualifica dei numerosi partecipanti al workshop - circa quaranta, tra imprenditori e manager che, a vario titolo, operano nel variegato contesto della trasformazione di materie plastiche e gomma - sia nella mission della Fondazione JAC che ha ospitato il workshop e che, in quel di San Paolo d’Argon (Bergamo), tiene corsi biennali post diploma per formare tecnici superiori in materie plastiche. V’è poi da dire che non solo Fondazione JAC ha collaborato con SGC alla realizzazione del workshop, ma che lo stesso Alessandro Grecu figura tra i docenti della Fondazione.

 

“Attivati nel 2013 grazie alla spinta di aziende che, operando proprio nella trasformazione di plastica e gomma, avevano palesato l’enorme bisogno di poter contare su giovani davvero preparati e motivati, i nostri corsi di specializzazione post diploma hanno risposto a tale impellenza con, pure, un non banale tasso d’occupazione degli studenti attorno al 95%”, ha poi spiegato Maurizio Orena, direttore generale della Fondazione JAC. “Due le modalità d’insegnamento da noi scelte ad hoc per i nostri studenti: un’estrema concretezza formativa e una ferrea “cura motivazionale”, che vede in istituto la presenza di “coach ad personam”. Mi piace poi puntualizzare che ogni nostro anno scolastico è dato dall’unione di 600 ore di docenza qui in istituto unite a ben 400 ore di stage presso le aziende, le quali - parecchio allettate dalla capacità formativa della Fondazione JAC - non si limitano a ospitare i nostri studenti nelle loro fabbriche per stage anche extracurricolari, ma spesso s’impegnano anche nel portare all’interno delle aule quesiti, sfide e tematiche estremamente concrete e attuali”.

 

In linea con la filosofia multidisciplinare esplicitata da Maurizio Orena e grazie al know-how divulgativo di Alessandro Grecu, il workshop del 31 gennaio è stato proposto agli uditori con più modalità comunicative: una prima parte, infatti, è stata dedicata all’illustrazione e alla condivisione del “perché riorganizzarsi”… e qui Grecu ha snocciolato con dovizia di dettagli la metodica Lean Plastic by SGC, mutuata ad hoc da Toyota, e gli approcci proprietari Easy Mold, Easy Molding e Plast.Ex.

 

Una seconda parte riguardava poi la condivisione di casi reali, frutto sempre dell’approccio Lean Plastic presso aziende di stampaggio, estrusione film ecc., mentre una terza e ultima parte - denominata “Call to action” e strutturata in tavoli di lavoro - ha dato l’opportunità ai partecipanti di confrontarsi faccia a faccia con i consulenti del Lean Plastic Center in merito a quelli che sono i primi passi da fare all’interno dello stabilimento, per giungere al tanto agognato “miglioramento aziendale”… pure in chiave d’Industria 4.0.


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