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Gli impatti economici, sociali e ambientali
del recupero di PFU

Plastica e ambiente - lunedì, 16 giugno 2014

Emissioni per 347 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalenti evitate grazie all'utilizzo di gomma riciclata al posto di quella vergine; 3,2 miliardi di kWh d'energia risparmiata; 1,3 milioni di metri cubi di acqua non consumata nella produzione di gomma vergine, dell'acciaio e degli altri componenti dello pneumatico. Sono questi i dati ambientali principali contenuti nel "Report Sostenibilità 2013" presentato da Ecopneus il 10 giugno insieme a Edo Ronchi (Fondazione Sviluppo Sostenibile), Massimo Beccarello (Confindustria), Giuseppe Marinello (Commissione Ambiente al Senato), Ermete Realacci (Commissione Ambiente alla Camera) e Barbara Degani (sottosegretario Ministero dell'ambiente).
Il sistema Ecopneus si basa su una rete di 56 aziende di logistica per la raccolta e il trasporto degli pneumatici fuori uso (PFU), 27 imprese di trattamento e 11 impianti di recupero energetico, che con 689 addetti direttamente impiegati hanno consentito nel 2013 il recupero di 247 mila tonnellate di PFU prelevati presso oltre 33 mila gommisti su tutto il territorio nazionale. Ecopneus ha reimpiegato in modo efficiente un valore economico complessivo di 73,9 milioni di euro raccolto attraverso i contributi ambientali, peraltro ridotti in media del 23% in tre anni, consentendo anche un risparmio di circa 110 milioni di euro sull'importazione di materie prime.
"In Italia le barriere culturali e burocratiche rallentano l'utilizzo della gomma da PFU, viceversa diffusissimo in tutta Europa, per le due applicazioni principali: manti stradali e campi/pavimentazioni sportive. Un cambio di passo in questa direzione ci consentirebbe lo sviluppo di quella società del ricicloche è un pilastro della politica UE sull'ambiente", ha commentato Giovanni Corbetta, direttore generale di Ecopneus.
"Il modello Ecopneus è un esempio virtuoso di come si possa creare occupazione e valore aggiunto per il Paese puntando sul riciclo di materia e il recupero d'energia da prodotti giunti a fine vita. Applicando l'approccio della fondazione, per la prima volta è stato possibile fornire una misura degli impatti ambientali, sociali ed economici connessi alle attività di raccolta, trasporto e trattamento dei PFU, nonché del contributo della filiera alla transizione verso una "green economy" in Italia", ha affermato Edo Ronchi.
La presentazione del rapporto cade a un anno dalla firma del protocollo per il prelievo straordinario di PFU nella "terra dei fuochi", accordo che ha permesso - grazie a risorse messe a disposizione da alcuni soci di Ecopneus - la rimozione nelle province di Napoli e di Caserta di oltre 8500 tonnellate di PFU abbandonati, sottraendoli all'utilizzo criminale come combustibile per i roghi di rifiuti tossici. Oltre a questi interventi, dal 2011 a oggi Ecopneus ha portato a termine altre 9 operazioni di prelievo da stock storico, rimuovendo complessivamente più di 41 mila tonnellate di PFU, completamente a proprio carico.


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