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Depuratore a tappi riciclati

Plastica e ambiente - martedì, 24 giugno 2014

Sabato 21 giugno è stato inaugurato a Novara "Hordeum", il primo birrificio che sfrutta un originale sistema di depurazione realizzato dalla start-up Eco-Sistemi. Il sistema si basa su una macchina di piccole dimensioni, la RCBR (Rotating Cell Biofilm Reactor), che rimuove la sostanza organica degli scarti contenente sia carbonio sia azoto, uno dei principali elementi inquinanti delle falde acquifere. L'idea originale, economica ed ecologica, è stata quella di utilizzare semplici tappi in plastica riciclati piuttosto che costosi dispositivi.
Le quattro tipologie di birre (bionda, ambrata, weiss e strong ale) che il birrificio Hordeum produce ogni giorno sviluppano 5,5 metri cubi di refluo di produzione, il cui carico inquinante è assimilabile a quello di una piccola comunità (circa 300 abitanti). "Invece di costosi dispositivi prestampati ove possa vivere e crescere lo spesso film di colonie batteriche responsabili della depurazione, ovvero di organismi che si mangiano lo sporco, abbiamo impiegato banali tappi di plastica riciclati che, per forma e materiale, sono perfetti come case - "carrier" in termini tecnici - per i batteri. Poi, intorno, è stato adattato un contenitore efficiente per massimizzare la resa", spiega Dario Savini, amministratore delegato di Eco-Sistemi.
Per il sistema del birrificio sono stati impiegati 430 kg di tappi, il cui acquisto a ha permesso di donare denaro a opere benefiche del Trentino. Ma l'impresa ha già una decina di ordini potenziali, che avranno sicuramente un ulteriore impatto benefico sul territorio.
Inoltre, grazie all'utilizzo di un solo motore elettrico, il mini impianto ha consumi limitatissimi, intorno a 1,2-1,5 kWh, equivalenti a circa un decimo dei consumi di un impianto tradizionale.
"Con questo sistema anche allevamenti, aziende del comparto alimentare e piccoli aggregati urbani possono dotarsi di un impianto ecologico, a basso consumo e a ingombro ridotto", aggiunge Savini. Nata nel 2013 come spin-off accademico dell'Università di Pavia, Eco-Sistemi è una start-up tecnologica con sede presso il "Progetto Manifattura" di Rovereto (Trento), hub della green economy. È composta da quattro soci: Dario Savini (biologo), Sergio Modenese (chimico), Aniello Esposito (impiantista) e Anna Occhipinti (biologa), oltre a due giovani ingegneri chimici, Antonino Esposito e Alice Durazzi.


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