Solvay
Presentato il XXIII Rapporto Responsible Care

25 anni di sostenibilità per l’industria chimica

Plastica e ambiente - venerdì, 17 novembre 2017

Un quarto di secolo di investimenti e miglioramenti continui a favore di sicurezza, salute e ambiente: questo il bilancio di Responsible Care, il programma volontario gestito da Federchimica con il quale l’industria chimica in Italia persegue lo sviluppo sostenibile e di cui il 15 novembre a Milano è stato presentato il XXIII rapporto. I risultati sono molto significativi. L’industria chimica continua a essere uno dei settori manifatturieri più virtuosi in tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro: gli infortuni e le malattie professionali, rapportate alle ore lavorate, sono diminuite al ritmo medio annuo rispettivamente del 5 e del 6% negli ultimi sette anni.

La chimica ha già ridotto le emissioni di gas serra del 55% e migliorato l’efficienza energetica del 57% rispetto al 1990. Ciò significa che le imprese chimiche sono, di fatto, già in linea con gli obiettivi che l’Unione Europea si è data non solo per il 2020 ma anche per il 2030. Le imprese chimiche e, in particolare, quelle aderenti a Responsible Care, agiscono già secondo quanto previsto dal paradigma dell’Economia Circolare: prevengono, per quanto possibile, la produzione dei rifiuti, destinano il 23% al riciclo e il 39% al ripristino ambientale, ricorrendo solo in minima parte allo smaltimento in discarica (9,1%).



Un lavoro che impegna dal 1992

I dati del Rapporto Responsible Care sono il risultato di “un massiccio lavoro che ci vede impegnati dal 1992 nell’identificazione, raccolta, elaborazione e analisi di oltre 60 mila dati, di cui oltre 200 vengono pubblicati: un impegno complesso di responsabilità sociale, ambientale ed economica del management delle imprese chimiche”, ha dichiarato Paolo Lamberti (nella foto in basso), presidente di Federchimica. “Responsible Care è un programma cui le imprese aderiscono volontariamente: l’industria chimica in Italia va ben oltre i 2000 provvedimenti (regolamenti, direttive, comunicazioni) vigenti nell’Unione Europea, perseguendo, per scelta, obiettivi sociali e ambientali ancora più ambiziosi”, ha proseguito Lamberti.

Le imprese aderenti a Responsible Care continuano a dedicare risorse umane e finanziarie allo sviluppo sostenibile, spendendo mediamente ogni anno oltre il 2% del proprio fatturato e destinano circa il 20% dei propri investimenti a sicurezza, salute e ambiente. Si tratta di investimenti ingenti, che hanno ricadute molto significative, non solo per il settore. “La Chimica genera sviluppo sostenibile anche lungo la filiera produttiva, con un impatto decisivo per tutto il sistema manifatturiero. In questo modo trasferiamo ai settori a valle tecnologia, innovazione e sostenibilità ambientale e, quindi, anche competitività. Senza dimenticare che le innovazioni della chimica hanno riflessi molto diretti sulla migliore qualità della vita di tutta la nostra società”, ha aggiunto il presidente di Federchimica.

“Un settore industriale con questa visione e queste potenzialità deve essere considerato come una risorsa chiave per sostenere la ripresa in termini reali e duraturi. Frenare lo sviluppo della chimica con un sistema regolatorio inutilmente rigido e penalizzante equivale a minare la capacità innovativa del nostro Paese in 

Europa e dell’Europa rispetto ad altri continenti”, ha concluso Lamberti.

“Considero Responsible Care la testimonianza più eloquente non solo dello sforzo che il nostro settore compie, ogni anno, a favore della sostenibilità, ma anche della nostra capacità di guardare lontano: ben prima di altri la chimica ha saputo identificare, nei tanti parametri socio-ambientali da migliorare continuamente, i suoi fattori chiave di sviluppo.  Sono convinta che il modo migliore per “fare impresa” sia offrire un futuro alle nuove generazioni e coniugare crescita economica, occupazione e benessere, garantendo, anche grazie all’innovazione tecnologica, una sempre migliore qualità della vita”, ha osservato nelle sue considerazioni conclusive Diana Bracco, presidente e amministratore delegato di Bracco, che nel 1992, e per un decennio, è stata la prima presidente di Responsible Care in Italia.

 

Premio Responsible Care

Alla presentazione hanno preso parte anche Massimo De Felice, presidente Inail, Raffaello Vignali, segretario ufficio di presidenza della Camera dei Deputati, Mauro Parolini, assessore allo sviluppo economico della Regione Lombardia, Paolo Pirani, segretario generale Uiltec-Uil, e Cosimo Franco, presidente di Responsible Care. Nel corso dell’evento il Premio Responsible Care è stato conferito a:

- Basf Italia, per il progetto “KidsLab”;

- Basell Poliolefine Italia, per il progetto "Site Waste Management";

- Sol, per "BioMether, impianto per la produzione di biometano tramite upgrading di biogas:

- Versalis, per il Progetto "Eco - pallet innovativo e sostenibile".


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